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martedì 19 aprile 2016

Se hai sangue RH negativo discendi dai Nephilim








E’ possibile, come alcuni ricercatori sostengono, che il sangue Rh negativo sia collegato alla antica discendenza deiNephilim, i biblici “angeli caduti”?


Creazione

A voi può sembrare molto strano. ma alcuni ricercatori ritengono che il sangue RH negativo, un fattore così strano e misterioso, sia una traccia nel DNA umano degli antichi Dei, gli “angeli caduti” della Bibbia ed altri antichi testi, i Nephilim, una razza parallela al genere umano. Secondo questa teoria, questo gruppo sanguigno enigmatico e un po’ raro può indicare i tratti non umani nel patrimonio genetico, significa in pratica che ilsangue RH negativo è un po’ diverso da quello del DNA convenzionale dell’homo sapiens. Il ricercatore Robert Spehr fornisce ulteriori indicazioni circa l’enigma del Rh negativo: “Ci sono 612 specie di primati e sottospecie riconosciute dal IUCN e non hanno sangue RH negativo”. Secondo Sepehr, se l’umanità si fosse evoluta dal medesimo antenato africano, il loro sangue sarebbe compatibile, ma non è così, ci sono varie possibili combinazioni di compatibilità del sangue dell’essere umano (vedi tabella). Esistono vari tipi di sangue, i più comuni sono: 0+ (38%), A+ (34%) e B+ (9%), i più rari sono: AB- (1%), B- (2%), AB+ (3%). Da notare che l’84% di tutti gli esseri umani hanno sangue RH positivo, ma, stranamente, tutte le famiglie reali o di potere hanno sangue RH negativo. Da ricordare che il fattore RH nel sangue, o fattore Rhesus, è stato scoperto nel 1940 da Karl Landsteiner e Alexander S. Wiener esaminando i globuli rossi di una specie di primati, i Macacus Rhesus.

Ma chi erano i Nephilim? Secondo varie interpretazioni, la parola di origine ebraica è stata tradotta in “caduti” o “angeli caduti” o “giganti” Secondo la radice della parola aramaica “naphil”, la traduzione corretta dovrebbe essere “giganti”, ma nella stessa lingua aramaica esiste la parola “AWS” (nephila) che indica la costellazione di Orione e molti studiosi ritengono che la radice “nephil” si riferisce proprio a Orione e che “nephilim” ne sia il plurale (abitanti di Orione??). I Nephilim sono citati in vari testi antichi, tra cui anche la Bibbia. Secondo questi testi, l’appellativo Nephilim si riferisce ad un popolo creato dall’incrocio tra i “figli di Dio” (più probabilmente “degli Dei” traducendo l’ebraico “bnei ha-elohim”) e le “figlie degli uomini”. In Genesi 6 si legge: “1 Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro delle figlie,; 2. i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli a loro scelta; 3 Allora il Signore disse: “Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni”; 4 C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo -, quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi”.

Oggi, ci sono numerosi tratti enigmatici collegati a questo raro tipo di sangue e ci sono molte domande cui i ricercatori come Spehr stanno cercando di rispondere. Da dove proviene il sangue RH negativo? E ‘possibile che, come una teoria ipotizza, l’umanità non è una razza ma una specie ibrida? Altri teorici che condividono la teoria di Spehr credono che ci siano alcuni tratti che caratterizzano gli esseri umani con sangue RH negativo: QI più alto, sensibilità, temperatura corporea più bassa, pressione sanguigna più alta, aumento dell’incidenza di capacità psichiche / intuitive, occhi prevalentemente di colore blu, verde, o nocciola, capelli rossi o rossastri, pronunciata sensibilità al calore e alla luce solare e, in alcuni casi, una vertebra supplementare.

Che effetto vi fa sapere, voi che avete sangue RH negativo, che probabilmente discendete dagli “angeli caduti” o Dei celesti? Forse non saranno i Nephilim, ma che un’altra specie (extraterrestre?) si è mischiata agli umani è una teoria fortemente supportata da molti riscontri, ma di questo, forse, non avremo mai la certezza.


Tabella compatibilità sangue

lunedì 14 luglio 2014

"Gli alieni già vivono in mezzo a noi”: dichiarazione shock dell’ex ministro degli esteri cinese

Gli alieni già vivono in mezzo a noi”: dichiarazione shock dell’ex ministro degli esteri cinese. Alla scoperta dei cinesi e degli extraterrestri.
In questo periodo storico, la Cina sembra essere sulla cresta dell’onda per quanto riguarda la corsa allo spazio e la questione della vita extraterrestre. Nel 2013, seconda metà dell’anno, è prevista la missione che prevede l’installazione di un satellite orbitale attorno alla Luna, per studiarne in dettaglio la superficie, passaggio obbligato per costruire la mappa della regione in cui scenderà il primo astronauta cinese. [Un piccolo passo per un cinese, un grande balzo in avanti per tutta la Cina].


La Cina, che ha inviato il suo primo uomo nello spazio nel 2003 e compiuto la prima passeggiata spaziale nel 2008, vede il proprio programma spaziale come simbolo della sua crescente statura internazionale e una vera e propria affermazione del Partito che guida il Paese e che lo spinge con forza ad andare oltre. Anche i cinesi, infatti, vogliono andare su Marte per il 2030.


A tutto questo, bisogna aggiungere che la ricerca di vita extraterrestre e lo studio del fenomeno UFO sono materie molto apprezzate dalla comunità scientifica cinese, e debitamente riconosciute, tanto da essere oggetto sereno di dibattito pubblico e di nessun giudizio a priori. Secondo quanto riportato da un articolo pubblicato su Izvestia, la Cina, negli ultimi anni, ha registrato un altissimo numero di casi UFO, oggetto di studio da parte dei ricercatori.








Tra loro, c’è chi tenta di stabilire una sorta di contatto con gli extraterrestri. Le attività di queste organizzazioni sono protette e patrocinate dalla Società Nazionale degli Studi Extraterrestri, fondata 25 anni fa e finanziata dal governo. Nella società sono ammessi solo scienziati e ingegneri. Inoltre, un requisito importante per farne parte è l’aver pubblicato, durante il dottorato di ricerca, almeno un articolo sul fenomeno UFO o la vita extraterrestre.


Secondo le informazioni riportate dal Canadian Nationale Newspaper, circa un terzo di tutti i membri della società sono anche membri del governo cinese. A differenza di quanto sembra avvenire in occidente, lo studio degli extraterrestri non è sistematicamente emarginato, troppo spesso vittima dei dogmi che la comunità scientifica impone a se stessa e alla ricerca in generale, anzi, sembra incoraggiata anche attraverso il lavoro di numerosi gruppi di “esopolitica” che si interessato dell’argomento.


Gli extraterrestri vivono tra gli umani?
Per quanto possa sembrare bizzarra e strana questa affermazioni alle nostre orecchie occidentali, in Cina, da diversi anni, gli scienziati affermano che gli alieni vivono tra gli umani. Uno di questi, Sun Shili, un funzionario in pensione del Ministero degli Esteri e ora presidente della Beijing UFO Research Society, ha dichiarato candidamente che gli “waixingren” (“extraterrestri” in lingua cinese) vivono in mezzo a noi. [Dichiarazione shock di Medvedev: gli alieni sono in mezzo a noi].


Nell’intervista rilasciata al notiziario russo, Sun racconta del suo primo incontro ravvicinato avventuo nel 1971, quando, durante la “rivoluzione culturale” (1966-76) fu mandato in una remota campagna per eseguire il duro lavoro della semina del riso. Un giorno, mentre lavorava nel campo, la sua attenzione fu catturata da un oggetto luminoso nel cielo che saliva e scendeva ripetutamente.


In un primo momento, Sun penso che il fenomeno fosse una sorta di dispositivo di monitoraggio concepito dai militari durante la Guerra Fredda – una deduzione ragionevole visto considerando il periodo in cui è avvenuto il fatto -. Solo molti anni più tardi, dopo aver letto tutto il materiale sugli avvistamenti UFO, capì di aver avuto un incontro ravvicinato.


Ma Sun non è l’unico nel paese a prendere gli avvistamenti sul serio. Secondo Shen Shituan, uno scienziato molto stimato, presidente della Beijing Aerospace University e presidente onorario della UFO Research Association, un’altra associazione sostenuta dal governo, vale la pena indagare su ogni caso di incontro ravvicinato.


“Alcuni di questi avvistamenti sono reali, altri sono falsi, altri ancora non sono molto chiari”, spiega Shituan. “In ogni caso, tutti questi casi vanno sempre studiati”. I cinesi sperano che la ricerca sulla vita aliena possa fornire nuove risorse tecnologiche per lo sviluppo di velivoli ad alta velocità, fonti energetiche illimitate non inquinanti e modi per accelerare la crescita dei prodotti agricoli (tutte tecnologie che risolverebbero il grave sovrappopolamento della Cina). [Ma la NASA collabora con aziende in possesso di tecnologia aliena?].


Rapimenti alieni cinesi
Anche la Cina, tra i suoi files UFO, conta alcuni casi di rapimento alieno. La storia più famosa è quella di Zhao Meng Guo, un giovane agricoltore di Wuchang, una cittadina nella provincia di Heilongjiang. Nel giugno del 1994, Zhao Guo, e altri lavoratori agricoli, mentre era impegnato con il suo lavoro, vide qualcosa di insolito nei pressi del vicino Monte Phoenix.

Meng Zhao Guo, il contadino testimone di un Incontro ravvicinato
Avvicinatosi per vedere meglio il fenomeno, il giovane agricoltore fu avvolto da un fascio di luce che lo trasportò all’interno di quello che sembrava essere un velivolo alieno. Come egli stesso racconta, fu costretto ad accoppiarsi con un essere femminile di corporatura molto robusta. “Era alta più di tre metri e aveva sei dita, ma per il resto sembrava del tutto simile ad un essere umano”, racconta Zhao Guo”. “Ho raccontato tutto a mia moglie su questa faccenda. Non si è arrabbiata molto!”.
Qualche anno dopo, nel 2003, Zhao Guo fu trasportato a Pechino per essere sottoposto ad una serie di esami psicologici e per essere sottoposto alla macchina della verità. A quanto pare, il racconto di Zhao Guo corrisponderebbe a verità. Inoltre, secondo le analisi dei medici, il giovane presentava alcune cicatrici che non potevano essere state causate da lesioni comuni i da interventi chirugici. Il povero Meng Zhao Guo, essendo un umile contadino con un grado di scolarizzazione fermo alla 5° elementare, confessò anche di non aver mai sentito parlare di UFO, nè di ufologi, prima della sua “strana” esperienza.




Il Caso di Cao Gong
Nel dicembre del 1999, Cao Gong, un uomo di mezza età residente a Pechino, dichiarò di essere stato rapito dagli alieni e di essere stato condotto fino a Qinhuangdao a bordo di un disco volante. “Sembravano esseri umani, ma avevano mani grandi e un viso molto pallido”, raccontò lo stesso Cao. “A bordo dell’astronave c’era anche una ragazza cinese che sembrava avere circa 13 anni”.
Le autorità cinesi cominciarono l’indagine sui racconti di Cao nell’aprile del 2000. Come prima cosa, Cao fu sottoposto ad una seduta di ipnosi regressiva, per aiutarlo a ricordare l’accaduto nei particolari. Poi fu portato nell’Ufficio di Pubblica Sicurezza di Pechino e fu sottoposto alla macchina della verità. “In entrambi i casi, Falun Cao non ha mentito”, dichiarò Zhang Jingping, lo psicologo incaricato di condurre la ricerca sul caso. In ultimo, nel luglio del 2000, Cao fu portato nell’Ufficio di Pubblica Sicurezza di Tangshan dove, con l’aiuto di poliziotti esperti in identikit, fu realizzata un’immagine digitale del viso della ragazza, sulla base della descrizione di Cao. Nel novembre del 2002, il dott. Zhang, con un gruppo di studenti dell’Università di Pechino, intraprese un viaggio a Qinhuangdao, alla ricerca della misteriosa ragazza.
“Le speranza di trovare la ragazza solo con un’immagine digitale erano veramente minime”, ricorda Zhang. Una volta arrivati nella cittadina, il gruppo cominciò la sua ricerca alla cieca tra i 400 mila abitanti di tutta la contea. “Sorprendetemene, il secondo giorno di ricerca trovammo un indizio utile. Un vecchio riconobbe l’immagine della ragazza”, continua Zhang.
“Poco dopo trovammo la ragazza e la portammo a Pechino per farla incontrare con Gong Cao, il quale la riconobbe come la ragazza che aveva visto nell’UFO”. Zhang Jingping ha speso tre anni per indagare su questo caso, uno dei più affascinanti con cui ha avuto a che fare, come lo stesso psicologo ebbe a dire.




Le associazioni ufologiche cinesi
In Cina, gli aderenti alle associazioni ufologiche sono ufficialmente circa 50 mila persone, ma le stime sul numero effettivo di persone interessate al tema è probabilmente nell’ordine di decine di milioni di individui. La rivista bimestrale più famosa sugli UFO vanta 400 mila copie vendute e le segnalazioni UFO vengono normalmente trasmesse dai notiziari nazionali e regionali, a differenza di quanto avviene in occidente.
Dalle nostre parti, i discorsi sugli UFO e la vita extraterrestre sono ancora argomenti tabù, da relegare nelle menti di chi vuole credere a tutto. La scienza dogmatica occidentale, che porta sul suo groppone secoli di razionalismo empirico che mal si adattano alla speculazione e alla novità, non riesce a collocare il fenomeno UFO, ormai acclarato e continuamente segnalato, nell’alveo delle discipline che meritano un’attenzione di tipo scientifico. Il paradigma cinese, invece, sembra di tutt’altro tono, forse anche per la relativa giovinezza culturale di tipo occidentale che il popolo cinese si trova a vivere in questo periodo storico.
“Al fine di comprendere i fenomeni UFO, abbiamo bisogno di avere una visione ampia di diverse discipline”, spiega Albert So, professore all’Università di Honk Kong, “come la matematica, la fisica, la storia, la filosofia e un’apertura mentale verso i fenomeno paranormali, cioè quei fenomeni che la scienza non è ancora in grado di spiegare”. In effetti, se i fenomeni inspiegabili non diventano oggetto di studio, come si può sperare di poterli mai comprendere?

A cura di Aldo Landolfi




Fonte: ilnavigatorecurioso

giovedì 26 giugno 2014

Nelle campagne Chieresi ricompaiono i cerchi nel grano

A Poirino, il disegno visibile dalla Provinciale è stato scoperto la mattina del 21 giugno 2014


Federico Genta

POIRINO
Dopo un anno di silenzio, è comparso un nuovo crop circles tra le campagne chieresi. E dopo Riva e Santena questa volta è stato utilizzato un campo alle porte di Poirino. Il disegno non è visibile dalla provinciale, ma basta alzarsi di qualche metro per scorgere i due cerchi principali.

Il loro diametro è di circa 50 metri. Attorno si intravedono ellissi e altri disegni, che potranno essere svelati solo da una fotografia aerea. Secondo quanto raccontato dal proprietario del terreno, un agricoltore della zona: "l’opera è stata realizzata questa notte".




Fonte: la stampa

venerdì 13 giugno 2014

L’enigma Michael Wolf- parte seconda


Un piccolo frammento dall’aspetto metallico, lucido, leggerissimo, con numerosi microfori. È quel che resta di un’astronave aliena precipitata sul nostro pianeta? Così sosteneva Michael Wolf Kruvant, discussa gola profonda dell’ufologia. Aveva fornito questa prova fisica per dimostrare la sua partecipazione ai programmi segreti americani che coprivano la presenza di creature aliene sul nostro pianeta. Cose davvero dell’altro mondo…


Le analisi hanno dimostrato che si tratta di silicio puro al 99,99 per cento, sottoposto ad una temperatura elevatissima che lo ha praticamente fuso. Nulla, però, che ne dimostri la provenienza extraterrestre. I test sono stati effettuati anni fa in Italia, come spiega lo speciale pubblicato dalla rivista X-Time dello scorso marzo, dedicato proprio alla figura enigmatica di Wolf e a quei due giorni trascorsi nella sua casa del Connecticut dai giornalisti Paola Harris ed Adriano Forgione, inviati da Maurizio Baiata, all’epoca loro direttore.
Un’esperienza straordinaria, affermano i reporter ancora oggi. Quell’uomo alto, dal sorriso affascinante e già molto malato, sembrava aver vissuto almeno due vite. Da ragazzo, aveva preso parte, come figurante, al film di Federico Fellini 8 e ½ : lo proverebbero alcune foto in bianco e nero che custodiva. Poi, la sfolgorante carriera universitaria: diceva di essere Dottore in neurologia, fisica teorica, diritto internazionale, scienze informatiche e biogenetica. Insomma, un genio universale con doti uniche sfruttate dai servizi segreti Usa per sperimentare un metodo eccezionale di comunicazione mentale.
“Il Trattamento Portale al quale si riferisce nella sua opera sarebbe la capacità che noi esseri umani abbiamo di sviluppare poteri psichici particolari “, spiega Maurizio Baiata, che ha curato la nuova edizione italiana del libro di Wolf, I guardiani del cielo-una trilogia. “Tutto questo nasce da una forma di allenamento: al di là di come siamo conformati da un punto di vista cerebrale, è possibile arrivare a capacità mentali avanzate tese soprattutto ad entrare in contatto con loro, con gli Altri, attraverso la via telepatica. Comunicano con te attraverso onde cerebrali che partono da non si sa dove-da una realtà apparentemente separata dalla tua, forse multidimensionale- entrano nella tua realtà e tu interagisci con loro telepaticamente. Il Trattamento Portale era stato sviluppato per conto della NSA”


Wolf aveva però deciso di raccontare i retroscena di quella vita passata nei laboratori segreti d’America, a cospirare alle spalle dell’ignara umanità. Un peso insostenibile che lo avrebbe indotto a scrivere il libro e a rivelare- a modo suo, con uno stile a metà tra la fiction e il sogno- quelle realtà agghiaccianti con le quali era entrato in contatto. A spingerlo a quella scelta, anche un dramma personale: la morte in un incidente stradale della moglie e dell’adorato figlio, di appena 17 anni.
Tra le tante colpe di cui si sentiva responsabile, c’era poi la fine di un individuo particolare. Il dottor Wolf infatti si attribuiva anche la creazione di un clone umano, fatto sviluppare fino all’età adulta, da lui educato ed istruito come un secondo figlio, ma dalla sorte drammatica. “Non è riuscito a salvarlo, alla fine” spiega Baiata.
“J.O.E era un essere umano costruito artificialmente con la clonazione, verso la fine degli anni ’70, inizio anni ’80. Da chi? Dai militari americani. Lo scopo? La creazione diun supersoldato, indistruttibile, più potente dell’essere umano, una specie di Robocop, virtualmente identico a noi in tutto e per tutto. Soltanto che venne messo alla prova e poi fu comunicato a Wolf che il test non era andato bene e che J.O.E. era statoeliminato. La prova era molto semplice: gli ordinarono di uccidere con un colpo di pistola o di un’altra arma da fuoco un cucciolo di cane indifeso. Lui si rifiutò. Ed stato terminato.”
J.O.E. , proprio come il protagonista di un film per tv americana del 1985, Humanoid Defender, nel quale uno scienziato dava vita ad un clone umano, usato per la guerra, denominato con la sigla di J-type Omega Elemental e che ad un certo punto si ribellava agli ordini ingiusti dei suoi superiori. Tutto stranamente coincidente. Troppo. Chi ha copiato chi?
Il fratello di Michael, dopo la sua morte, ne ha poi demolito la figura e la credibilità. Ha affermato che era solo un appassionato di fantascienza, senza nessuna competenza accademica, e che tutto quello che aveva scritto era pura invenzione. Aveva mentito, su tutto. Non si era mai sposato, non aveva mai avuto figli. Aveva sofferto fin da ragazzo di disturbi mentali. La video intervista è ancora visibile sul web e sembra chiudere in modo definitivo ogni dubbio sul caso Wolf.

Ma per Maurizio Baiata invece la verità sarebbe un’altra: l’autore di “The Catchers of Heaven” non era un bugiardo, un pazzo o un disinformatore. Anzi. “Era il più grande rivelatore ufologico di tutti i tempi. Secondo me, nessuno lo batte, neppure lo stesso Philip Corso o gli altri che hanno avuto a che fare con i segreti dell’ Area 51 o con altre situazioni completamente coperte dal cover up, dal segreto di Stato assoluto americano o di altri Paesi.”





Fonte: extremamente

L’enigma Michael Wolf e i “Guardiani del cielo” Parte Prima

Foto scattata il 1 Giugno 2014 a Roma
Un avvistamento nei cieli di Roma, proprio durante un incontro tra appassionati diUfologia. È accaduto il 1° giugno, mentre si parlava di alieni e di segreti extraterrestri, al convegno organizzato alla Garbatella dal Gruppo Skywatcher Romano. All’ improvviso, sopra le loro teste, sono apparsi dei puntini bianchi che hanno scatenato l’entusiasmo dei presenti.
Tra i relatori, c’era anche Maurizio Baiata. ”Sette-otto sfere luminose viste da almeno 30-40 persone… Non a caso, ero impegnato su Wolf in quel momento”, mi scritto subito dopo. Wolf è Michael Wolf, uno dei personaggi più discussi della ricerca alternativa in seguito alla pubblicazione, avvenuta nel 1996, del suo libro “The Catchers of Heaven- A trilogy”.La prima versione apparsa nel nostro Paese- ora
Maurizio Baiata
praticamente introvabile- aveva reso il titolo in lingua inglese con l’italiano “Afferrando il cielo”. Espressione che non aveva soddisfatto Wolf. A distanza di molti anni, Baiata ha così ripreso in mano l’opera, ne ha rivisto completamente la traduzione, la ha arricchita di note e spiegazioni. Ora “I guardiani del cielo- una trilogia” risulta sicuramente più fedele all’ originale. Ma non di meno resta un testo complesso, a tratti impenetrabile, come sospeso in unadimensione quasi onirica nella quale non è semplice distinguere l’ immaginazione dai dati reali.
Eppure, secondo l’autore, in quelle pagine era nascosta, in forma romanzata, la verità,tutta la verità, sui rapporti super segreti intercorsi per decenni tra le autorità americane ed esseri di altri mondi, all’interno dei laboratori- ufficialmente mai esistiti- gestiti dall’esercito e dall’Intelligence di Washington.
Wolf vantava diplomi, lauree, specializzazioni, compiti di primo piano in questo mondo parallelo di cui noi comuni mortali siamo all’oscuro. Credenziali che però non ha mai potuto dimostrare: di lui praticamente non c’è alcuna traccia nelle università e negli enti che diceva di aver frequentato. Tanto che molti ufologi sono convinti che le sue rivelazioni siano solo invenzioni di una mente forse geniale, ma malata.

Michael Wolf 
Lo pensa, ad esempio, il fisico Stanton Friedman che proprio a Baiata ha detto di dubitare che quell’altisonante curriculum fosse reale. Tanto più che in America chiunque con pochi dollari si può far fabbricare falsi diplomi da appendere in bella vista. Per lui, Wolf- al secolo, Michael Kruvant- era l’autore ( “patetico ed allucinato”) di un romanzo pieno di frottole.
Ben diversa l’opinione che negli anni il ricercatore italiano si è fatto. L’assenza di documenti su Wolf che attestino la sua laurea al MIT di Boston o il suo lavoro per la Cia e la NSA (la National Security Agency) sarebbe più che giustificata: ogni traccia viene cancellata, per prassi, quando si tratta di individui coinvolti in programmi ad accesso limitato. Inclusi il mitico Majestic-12 e l’Alphacom Team.
Di recente ho incontrato Maurizio Baiata e ho voluto sapere da lui qualcosa di più su questa figura tanto controversa, con la quale per anni ha intrattenuto un rapporto amichevole fatto di telefonate e lunghe chiacchierate, fino al termine della sua esistenza, conclusasi nel 2000, a quanto pare per un tumore al pancreas. Dunque, chi era davvero Michael Wolf?
“Eh, una domanda da 100 milioni di dollari… Non lo sappiamo. Non sappiamo quando è nato, sappiamo solo che è morto all’età di 58 anni perchè lui ce lo ha raccontato. Era una spia psichica, lavorava per la National Security Agency e il suo compito precipuo era quello di interagire con varie razze aliene. Il suo quoziente intellettivo era elevatissimo e quando si ha a che fare con persone di questo genere i Servizi Segreti americani le prendono e le addestrano fin da piccole al fine di avere la possibilità di parlare con altri Esseri.”

Extraterrestri. Soggetti con i quali Wolf avrebbe condiviso non solo intere giornate di lavoro, ma anche l’amicizia. Come ad esempio Kolta- arrivato da Zeta Reticuli- e Sa Ra- sceso direttamente da Altair. “Sì, lui ha avuto a che fare con due razze: i Grigi e i Nordici. Il titolo del libro, i Guardiani del cielo, nasce dall’idea che loro ci osservano damillenni ed interagiscono con noi. I primi contatti con Michael avvennero da bambino, ma lui si rese conto di avere qualcosa di speciale quando era pilota da caccia, in Vietnam: in volo vedeva questi velivoli alieni che si accostavano e lui con i flap li salutava perchè dall’altra parte facevano altrettanto e lo scortavano.
Quindi sono qui con noi, ma a suo avviso sono anche coloro i quali dovranno portare un contributo fattivo alla soluzione di grossi problemi di questo pianeta per ilbenessere soprattutto dei più piccoli, dei bambini . Ma aveva a che fare anche con i Nordici: nella quarta di copertina c’è l’immagine, anzi la foto, di quello che lui definisce il suo fratello cosmico. Il nome è Sa Ra, principe Altairano. Io sono andato a fare la ricerca, in effetti la stella Altair esiste e quindi quando Michael ha scritto queste cose nel suo libro nel ‘92 quanto meno era informato… Tutti i debunker che cercano di smontarlo sappiano che hanno a che fare con qualcuno che dal punto di vista scientifico è formidabile. Il libro è anche un libro di scienza, di approfondimento di fisica quantistica.”
Fossero solo i debunker… A confutare le sue affermazioni sono stati in tanti e non soltanto gli scettici. Ma secondo Maurizio Baiata in quel libro- che nella prefazione viene definito un’opera di pura fantasia senza alcun riferimento a fatti o persone reali- il sedicente scienziato avrebbe raccontato una verità scomodissima in una forma volutamente contorta e sibillina, in virtù degli ordini imposti dai suoi superiori della NSA. Solo così era stato autorizzato a “generare un flusso controllato di informazioni segrete”. Ma praticamente nessuno gli ha creduto. E per molti ufologi era e rimane un millantatore.


“Perchè non l’hanno incontrato personalmente”, ribatte Baiata. “Di solito la testimonianza di un rivelatore non è in sé la più attendibile, la devi per forzacircostanziare. Quindi io cosa ho fatto? Dirigendo una rivista ufologica alla fine degli anni ’90, mandai due miei collaboratori, Paola Harris e Adriano Forgione, giornalisti che sono diventati molto famosi, per spendere due giorni con Michael. Ma poi c’è anche un’altra cosa: Michael ci ha dato anche delle prove fisiche. Un piccolo frammento di quella che lui definì un’astronave extraterrestre, derivato da un crash.”

Il frammento mostrato da Baiata durante un Convegno Ufologico a Segrate.


FINE PRIMA PARTE



Fonte: extremamente

martedì 3 giugno 2014

CONVEGNO: INCONTRI ALIENI E FISICA DELLO SPIRITO

SABATO 7 GIUGNO 2014 ORE 15:30 - 19:30
con Pablo AYO e maurizio BAIATA

“Viaggio verso il Pianeta Proibito”
, questo il titolo che accompagna la mia prefazione alla seconda edizione, ampiamente riveduta e aggiornata, del libro di Pablo Ayo “Alien Report” che l’autore presenterà sabato prossimo a Roma durante il Seminario “Incontri Alieni e Fisica dello Spirito”, incontro che terremo ancora una volta insieme presso l’Hotel Rouge et Noir. Se la prefazione riesce ad offrire un buon quadro di insieme dei contenuti di un lavoro che ritengo fondamentale per l’editoria ufologica italiana, in questo mio blog essa vuole evidenziare le ragioni che stanno alla base sia della nostra amicizia, sia della nostra vicinanza di idee e di intenti, valori reali e preziosi.

Quindi, buona lettura e appuntamento a Roma sabato prossimo!


Maurizio Baiata, Roma 2 Giugno 2014



CROP CIRCLE 2014 VIDEO: Hod Hill, Dorset (UK)

ho trovato un video molto interessante sul crop circle di Hod Hill a Dorset (UK) buona visione.





lunedì 2 giugno 2014

UFO FLOTTIGLIA A ROMA: A Garbatella, durante un Convegno.


Avvistamento epocale quello accaduto a Roma in un caratteristico quartiere della Garbatella, il 01/06/2014 durante il I° Convegno: VIAGGIO NELLA STORIOGRAFIA DEI CONTATTI TRA TERRESTRI ED EXTRATERRESTRI. Organizzato dal Gruppo Skywatchers Romano composto da Fabrizio MOLLY ed Iwona SZIMANSKA, e da Danilo IOSZ e Massimiliano BUTTARELLI in presenza di Maurizio BAIATA, Ivan CECI. 


La conferenza è stata fermata durante l'intervento di Maurizio Baiata per la manifestazione di ben OTTO oggetti non identificati che hanno sorvolato i cieli Romani per una decina di minuti. Diversi i testimoni hanno Filmato e scattato foto.
Un esperienza indimenticabile che ha affascinato i presenti e lasciato un grande ed evidente segno, nella storia dell'ufologia italiana.

Qui in basso riportato il video girato da Fabrizio Molly.
Buona visione.






Fonte Immagini e Ripresa video: Fabrizio Molly GSR

Accuse alla NASA per aver nascosto e distrutto le prove di vita oltre la Terra. Acceso dibattito nel mondo scientifico



La NASA, che tutto sa e tutto nasconde della vita extraterrestre – almeno secondo alcuni complottisti, di cui chi scrive si fregia di far parte – l’avrebbe fatto ancora: omettere al grande pubblico la scoperta delle prove di vita oltre la Terra che potrebbero rivoluzionare il mondo. Perché il mondo ha, sì, bisogno di una bella rivoluzione, almeno di coscienza, ma non secondo i poteri in essere, che controllano anche l’agenzia spaziale statunitense. Secondo Richard Hoover, astrobiologo che ha lavorato 60 per la NASA, fondando l’AIN Astrobiology Research Group presso il NASA/Marshall
Space Flight Center e guadagnandosi fama internazionale grazie ai suoi studi sui microfossili nei meteoriti, l’esistenza di forme di vita microbiche nei meteoriti sarebbe già stata scoperta e prontamente “coperta” dalla Agency. Lo ha scritto in diversi articoli scientifici e ribadito al 2014 International UFO Congress (Arizona) il 13 febbraio. Forte del suo curriculum presso il più famoso e più influente centro di ricerche spaziali del mondo, e del suo attuale lavoro presso la Athens State University (nonché della carica di visiting researh professor alla University of Buckingham), lui la preparazione scientifica adeguata per avere voce in capitolo ce l’ha e le sue dichiarazioni si sono guadagnate un posto di primo piano in molti media importanti di lingua inglese.


Richard Hoover

Crinoidi su Marte?

Durante l’UFO Congress, Hoover, in un’intervista video rilasciata a Lee Spiegel, noto giornalista dell’Huffington Post,
ha dichiarato «Sono assolutamente convinto che la vita non sia limitata al pianeta Terra, perché ho trovato i resti di forme di vita che sono assolutamente, definitivamente extraterrestri». Come ha fatto notare Spiegel, le sue dichiarazioni hanno incontrato le critiche di molti scettici, al che Hoover ha risposto, «Questi critici non discutono con me in un aperto forum scientifico. Sarei assolutamente disponibile a un dibattito al Cosmos Club di Washington, ad andare in qualsiasi università e affrontare una discussione scientifica». Non contento, nell’intervista Hoover ha dichiarato di più
e di peggio: «Il rover Opportunity nel 2004 ha scattato un’immagine di un’affascinante struttura marziana che mostra forme strutturali coerenti con organismi conosciuti sulla Terra come crinoidi…
I crinoidi sono echinodermi spinose forme di vita marine, ndt), come le stelle marine… e quindi questi sono animali!
Quello che sto dicendo è che Opportunity ha scattato una fotografia su Marte che mostra forme coerenti con quelle da noi conosciute come cronoidi…
La cosa incredibile è che in questo caso abbiamo un possibile fossile di un organismo interessantissimo in una roccia marziana e tre ore e mezza dopo che la foto è stata fatta, la roccia è stata distrutta dallo strumento di abrasione (del rover, ndr)». Hoover avrebbe chiesto all’astrobiolofgo della NASA David McKay (scomparso nel febbraio 2013) perché quella roccia sarebbe stata distrutta, e gli è stato risposto «per cercare del carbon fossile al suo interno». La spiegazione non ha convinto Hoover, però, che spiega: «Chiunque sappia qualcosa di paleontologia, sa anche che non è necessario trovare carbon fossile per trovare fossili (…). Se un paleontologo trovasse sulla Terra una roccia contenente un fossile interessante, lo raccoglierebbe. Non trovereste mai un paleontologo che dicesse, “Eih, questo potrebbe rappresentare un nuovo genere di vita sulla terra. Dov’è il mio martello? Voglio farlo a pezzi».


Richard Hoover nella cover di un suo saggio scientifico, scritto con altri importanti scienziati. A sinistra un’immagine delle possibili forme di vita simili ai crinoidi, su Marte

Referaggio e polemiche

Le dichiarazioni di Hoover, pur non avendo cambiato l’atteggiamento negazionista dei più, hanno acceso un dibattito
nel mondo scientifico. Ad esempio, in seguito alla stesura di un articolo che l’astrobiologo ha sottoposto a referaggio
per la pubblicazione sulla rivista scientifica Journal of Cosmology, che avrebbe trovato l’approvazione del capo
redattore, l’astrofisoco di Harvard Rudy Schild, dichiaratosi d’accordo con le sue conclusioni sulla presenza di microfossili nei meteoriti.




Il paper in questione, Fossils of Cyanobacteria in CI1 Carbonaceous Meteorites (Journal of Cosmology, Marzo 2011, Vol. 13) ha passato il referee ed è stato pubblicato, scatenando le polemiche, tanto che lo stesso Dr. Schild, non certo uno sprovveduto nel suo campo, si è trovato a dover difendere la posizione dello scandaloso astrobiologo: come riportato dall’Huffington Post il 3 agosto 2011, «Secondo Schild, le critiche all’articolo di Hoover sono legittime, ma lui è d’accordo con le sue conclusioni».


David McKay

Ma di quali critiche stiamo parlando? Il paper sul Journal of Cosmology era stato evidenziato su FoxNews, catturando l’attenzione di molti siti e giornali americani, e la risposta della NASA era stata immediata: Hoover si sbaglia. «Solo
perché sembra che i fori (nei meteoriti, ndr) siano stati fatti da batteri, questo non fa di loro fossili di microbi extraterrestri.
I meteoriti potrebbero essere stati perforati dalla contaminazione terrestre». Ne era seguita l’immancabile messa in discussioni delle credenziali di Hoover (non avrebbe un dottorato), una prassi a cui tutti o quasi coloro che non si allineano con la posizione dell’establishment in materia di vita extraterrestre vengono sottoposti. Evidentemente le
sue competenze scientifiche erano sufficienti per dirigere un gruppo di ricerca alla NASA, ma non per pubblicare un
articolo scientifico, fra l’altro passato al vaglio della commissione di referaggio e giudicato adatto alla pubblicazione.
Non è dato sapere al pubblico se Hoover abbia ragione o meno, ma una cosa salta agli occhi: generalmente le credenziali scientifiche sono adeguate solo se ci si allinea con la versione ufficiale di qualcosa. Lo dimostrano altre “critiche” mosse alle sue impopolari conclusioni sui fossili spaziali e riportate sempre dall’HuffPost: «L’Associated Press ha parlato con decine di scienziati, e nessuno di loro si è trovato d’accordo con le conclusioni». Ah, be’, allora…





La NASA citata in tribunale

Sempre l’ente spaziale americano si è trovato al centro di un’accesa polemica, questa volta scatenata dalle accuse
dell’astrobiologo Rhawn Joseph, che le avrebbe addirittura fatto causa per aver nascosto fondamentali informazioni
su una roccia marziana fotografata da Opportunity l’8 gennaio scorso. Pinnacle Island, come è stato soprannominato
dalla NASA stessa l’oggetto del dibattito, secondo Joseph potrebbe essere un organismo biologico, assente
nella prima immagine inviata dal rover, e poi misteriosamente comparso in una seconda. Secondo la Agency, invece, sarebbe solo una roccia che il rover avrebbe fatto scivolare con i suoi spostamenti, di qui la spiegazione di come mai nella prima immagine fosse assente.




Rhawn Joseph

Diamo atto alla NASA che la spiegazione ha una sua logica, ma riportiamo la notizia per esteso che ha fatto il giro
del mondo, forse perché non capita tutti i giorni che l’ente spaziale per eccellenza venga citato in giudizio:

È la prova della vita su Marte, o solo un semplice roccia? Un astrobiologo ha citato in giudizio la NASA per costringerla a fornire maggiori informazioni su una pietra misteriosa apparsa sulle immagini scattate dal rover Opportunity l’8 gennaio. Il Dr. Rhawn Joseph ha intentato una causa in California questa settimana contro la NASA e il suo amministratore, Charles Bolden, chiedendo che l’agenzia «esamini e indaghi approfonditamente e scientificamente l’organismo biologico putativo».

La NASA ha definito l’oggetto una roccia, affermando che la sua presunta apparizione successiva nelle foto del posto,
ma non in un’immagine “prima”, sia stata causata probabilmente dalle manovre del rover, che avrebbero fatto rotolare la pietra. Bianca fuori e rossa all’interno, gli scienziati della NASA hanno detto che la roccia assomiglia a una ciambella di gelatina. Eppure l’agenzia ha soprannominato la roccia “Pinnacle Island”. «L’abbiamo guardata con i nostri microscopi. Si tratta chiaramente di una roccia», ha detto il Dr. Steve Squyres, principale ricercatore del rover, la scorsa settimana durante un evento in occasione del 10 ° anniversario della missione di Opportunity su Marte. «Sembra che possa essersi capovolta a testa in giù». Tuttavia, secondo Joseph questa potrebbe essere una valutazione affrettata. Egli ritiene che l’oggetto si presenti come un «fungo, un organismo composito costituito da colonie di licheni e di cianobatteri, noto sulla Terra come Apothecium», ha scritto nella petizione presentata. Ha affermato anche che la roccia era presente nella “prima” foto rilasciata dalla NASA. Joseph ha postato una versione ingrandita della prima foto su Cosmology.com, mostrando, sostiene lui, che l’oggetto sia parzialmente visibile.



Nella petizione spiega: «spore sono state esposte all’umidità grazie alle mutevoli condizioni atmosferiche di Marte. Nei 12 giorni successivi le spore sono cresciute e si sono sviluppate nella struttura raffigurata. L’evidenza è coerente con l’attività biologica e suggerisce che potrebbe essere stata scoperta la vita su Marte. Tuttavia, in assenza di umidità, campioni biologici come l’Apothecium si asciugheranno, diventando fragili, e si romperanno e questo sembra essere la condizione della struttura raffigurata».


La roccia misteriosa accanto ad Opportunity. Le due foto della NASA: la prima scattata a dicembre 2013, la seconda qualche giorno dopo

Joseph critica la NASA anche per non aver divulgato foto più ravvicinate. Ammesso che ne esistano. «Qualsiasi adulto, bambino, scimpanzé, scimmia, cane, o roditore intelligente con anche un minimo di curiosità si avvicinerebbe a indagare ed esaminare una struttura a forma di coppa che appare a pochi metri di fronte a loro, non vista 12 giorni prima, – ha scritto – ma la NASA e il suo team rover hanno rifiutato di prendere anche una sola foto in primo piano». Joseph ha aggiunto che sarebbe «inspiegabile, sconsideratamente negligente e bizarro» se la NASA non facesse foto ad alta risoluzione da una varietà di angolazioni. La NASA ha risposto alla causa giovedì dicendo che non si può discutere di una questione legale in corso, ma che l’agenzia ha condiviso le immagini con il pubblico e sta andando avanti con la ricerca sulla composizione di Pinnacle Island. «Come facciamo con tutte le nostre missioni di ricerca scientifica, la NASA continuerà a discutere di eventuali nuovi dati riguardanti la roccia e altre immagini e informazioni quando saranno disponibili nuovi dati », ha dichiarato il portavoce dell’agenzia Bob Jacobs in una dichiarazione a Popular Science. Un altro portavoce della Nasa ha sottolineato all’Huffington Post che l’agenzia procedere con cautela prima di fare qualsiasi dichiarazione in grassetto.
«Trovare la prova di vita su mondi diversi della Terra è ovviamente un obiettivo importante per la NASA – ha detto Allard Beutel – Ma deve essere la prova definitiva».







I meteoriti non finiscono mai

Un po’ in sordina, per quanto riportata da diversi media internazionali, è passata la notizia secondo cui un meteorite marziano, caduto in Antartide 50.000 anni fa, «contiene solchi e minuscole sfere che suggeriscono sia l’azione esercitata dallo scorrere dell’acqua, sia la possibilità di forme di vita elementari esistenti su Marte centinaia di milioni di anni fa. La notizia arriva dalla Nasa, che con gli esperti dello Johnson Space Center e del Jet Propulsion Laboratory (Jpl), ha analizzato con tecniche nuove un meteorite scoperto nel 2000 nel ghiacciaio antartico Yamato» (la Repubblica, 28 febbraio 2014). Ma anche in questo caso siamo fermi nel limbo delle possibilità da verificare, e l’esperienza suggerisce che, quando si tratta di vita aliena, le conferme tendono a rimandare a tempo indeterminato. Mentre oggetti volanti non identificati solcano i cieli di tutto il mondo, e testimoni civili e militari raccontano incontri
ravvicinati con velivoli ed entità che di terrestre sembrano avere ben poco, la più rassicurante ricerca sui microbi marziani prosegue, forse all’infinito.

A cura di Lavinia Pallotta

Copyright – xpublishing.it

da X-Times n°66 (Aprile 2014)




Crop Circle 2014: pittogramma compare a Hod Hill, Dorset (UK)


Crop Circle 2014: pittogramma compare a Hod Hill, Dorset (UK) Il ricercatore Edward Creasey ha pubblicato sul sito Cropcircleconnector.com la segnalazione relativa alla comparsa di un nuovo Crop Circle,  fotografato ieri 1 Giugno 2014 nelle campagne di Hod Hill, vicino Hanford nella contea di Dorset in passato chiamata anche Dorsetshire, è una contea dell'Inghilterra che si trova nella parte sudovest del paese e confina con il Wiltshire.


Non si sanno ancora ulteriori notizie sul disegno di questa formazione ma Edward Creasey è riuscito a scattare solo un fotogramma del crop circle durante il volo con un piccolo ultraleggero. Quindi attendiamo il sopraluogo da parte dei ricercatori e appassionati, per osservare meglio e più da vicino il pittogramma.















PIANO "B" PER IL CONTATTO - INTERVISTA AL FAMOSO PERUVIANO RICARDO GONZALEZ


Ricardo Gonzalez è nato a Lima, Perù, nel 1974 ed è uno dei contattisti, o come oggi vengono spesso definiti, experiencer, più famosi dell’America Latina. Ha scritto 12 libri e tiene conferenze in molti Paesi del mondo, raccontando le proprie esperienze con esseri extraterrestri di aspetto umano, ben disposti nei confronti della popolazione terrestre, che monitorano da molto tempo.



Lui li definisce degli antropologi cosmici che ci stanno aiutando a evolverci, tanto quanto noi aiutiamo loro nello stesso percorso di crescita. Della sua storia ce ne parla lui stesso in questa intervista, rilasciatami in Argentina, dove vive attualmente, il 15 gennaio 2014. L’intervista è stata realizzata grazie alla collaborazione e alla traduzione dallo spagnolo di Giorgio Piacenza, anche lui peruviano e membro dell’Exopolitics Institute diretto da Michael Salla.


Paola Harris: Quando è iniziato il contatto mentale? Hai visto qualcosa?


Ricardo Gonzalez: «Il mio primo contatto mentale fu all’età di 18 o 19 anni. Prima d’allora avevo fatto dei sogni e visto delle luci nel cielo. Non facevo parte di nessun gruppo di contatto, e studiavo statistica per fare carriera nel marketing».


P.H.: La sera prima di intervistare Luis Fernando (un contattista sudamericano. L’intervista verrà pubblicata suXTimes. NdR) ci fu molto rumore nella mia stanza. L’altra sera il telefono ha squillato, ma non era una chiamata… l’ho sentito squillare nella mia camera e si è verificata dell’attività paranormale prima dell’intervista.


Giorgio Piacenza: «Questo è successo quando hai intervistato Fernando?».


P.H.: Prima di intervistare Fernando c’è stato rumore, ma la scorsa notte, prima dell’intervista a Ricardo, il mio telefono ha squillato alle 2 del mattino, ma non era un vero telefono. Come se “qualcosa” stesse cercando di mettersi in contatto con me.


R.G.: «Prima di continuare il mio racconto voglio dirti qualcosa. Credo che anche tu, Paola, faccia parte di un programma con cui questi esseri vogliono veicolare messaggi più positivi. Te ne renderai conto tu stessa, perché sei una persona estremamente acuta. Per tornare alle mie esperienze, ne ho avute sin da quando ero bambino, ma i messaggi mentali cominciarono non prima dei 18, 19 anni. Il messaggio diceva: “Non interrompere la ricerca. Siamo esseri extraterrestri che si sono messi in contatto con te e più avanti potrai vederci fisicamente”. Io avevo ricevuto un’educazione più razionale. Mio padre era un esperto di informatica e mia madre era funzionaria di banca, quindi all’epoca non presi molto seriamente la cosa. Tuttavia, avevo la sensazione che fosse vero. Poi un altro messaggio mi invitò a salire sul tetto di casa mia. Vi salii accompagnato dalla mia famiglia, e improvvisamente apparve nel cielo un oggetto rosso intenso. In un primo momento con me c’era solo mio fratello Pepe, poi salirono anche i miei genitori e mia sorella Mariella. Il giornale El Comercio, di orientamento conservatore, molto serio, riportò (fatto molto raro) che quella notte si era visto un UFO. Era l’ottobre del 1993, lo ricordo bene».



P.H.: Eri in Perù?

Giorgio Piacenza: «Sì, eravamo entrambi a Lima. È lì che Ricardo mi ha incontrato sei anni fa. Gli dissi che su alcune cose
si sbagliava».

P.H.: L’ho chiesto perché ora siamo in Argentina…


R.G.: «Ora vivo in Argentina perché la mia compagna è argentina, anche se ha un background italiano. Mi accompagna in tutto il mondo ed è con me da molti anni. Dopo l’avvistamento del 1993 cercai di riprodurre il contatto e scoprii l’esistenza di tecniche di meditazione che possono aiutare. Riuscii a ripetere la ricezione dei messaggi e vi furono altre apparizioni UFO. Altri amici del quartiere vennero con me e facemmo degli avvistamenti. È interessante notare che questi contatti hanno avuto luogo nella stessa zona in cui avevano luogo quelli di Rahma, nel deserto di Chilca (Perù). Il gruppo di Rahma è iniziato con i fratelli Carlos e Sixto Paz (vedi intervista a Sixto Paz Wells, XTimes 64. NdR). La missione Rahma, o il gruppo di contatto Rahma fu un’organizzazione dal 1974 al 1991, che poi si sciolse ufficialmente. Le persone continuarono a partecipare, ma non era più un’organizzazione ufficialmente registrata».


P.H.: Credo che l’abbia chiamato anche gruppo di iniziazione, o di iniziazione spirituale…


R.G.: «No, non era un gruppo iniziatico, ma di contatto con gli extraterrestri. Forse Luis Fernando ha un approccio più iniziatico. Anche se la Missione Rahma si sciolse come organizzazione ufficiale, la gente ha continuato a riunirsi e ad avere esperienze. Li incontrai allora. Non partecipai a Missione Rahma quando era un’organizzazione con Luis Fernando e Sixto, ma nella fase più indipendente. Tuttavia, sono collegato a quell’agenda di contatto perché riguarda gli stessi esseri».


P.H.: Chi sono questi esseri?


R.G.: «Dopo il terzo contatto mentale e gli avvistamenti programmati, seguì il contatto fisico. Le prime esperienze, che erano necessarie per conoscere questi esseri, ebbero luogo attraverso attraverso porte dimensionali. Il termine “Xendra”, diventato famoso con i fratelli Paz, si riferisce ai portali temporali. Il mio unico timore è che gli Xendra siano più simili a ologrammi virtuali, non completamente fisici. Ne ho fatto esperienza molte volte e non credo che siano completamente fisici, ma ho sentito altri experiencer dire di aver viaggiato in luoghi diversi; a mio avviso questo è accaduto perché non hanno nessun punto di riferimento per fare il confronto. Ma quando ho sperimentato contatti fisici con gli esseri che erano atterrati, e sono stato persino in grado di toccarli, o quando sono stato fisicamente dentro la loro astronave, ho capito che si trattava di un’esperienza diversa dallo Xendra. Durante il mio ottavo contatto (non con un portale Xendra quindi), ho visto che questi esseri erano molto, molto alti. Erano apparentemente umani, sì… ma altissimi, probabilmente circa 7, 8 piedi. Il principale extraterrestre che mi ha contattato si è identificato come “Antarel”».







P.H.: Aveva una tuta spaziale intera? E i capelli erano biondi o scuri?


R.G.: «Aveva una tuta metallica aderente, intera. Non aveva pieghe. Solo il viso e le mani erano scoperti o visibili. I capelli erano di un biondo così chiaro da sembrare bianco platino. E molto sottili, come capelli d’angelo».


P.H.: Di che colore erano gli occhi?


R.G.: «Marrone chiaro, color miele. Pelle bianca di aspetto nordico e una figura sottile e atletica nel complesso. Il mento
era leggermente a punta».


P.H.: Hai foto di questi esseri?


R.G.: «Avrei voluto fotografare gli equipaggi dei velivoli, ma non hanno acconsentito. Mi hanno solo permesso di fotografare il loro velivolo mentre si avvicinava. Ho chiesto loro perché non mi fosse permesso, e loro mi hanno risposto con tre punti: in primo luogo, non è consentito in base al loro protocollo, che sarebbe compromesso se gli umani… La seconda ragione è che alcuni di loro possono sembrare ancora più umani di come sembrano normalmente, e non vogliono essere riconosciuti tra gli esseri umani della Terra, soprattutto intorno alle basi militari e altre attività del genere. Non perché stiano collaborando con governi e militari, ma perché stanno monitorando le cose, dal momento che stiamo per danneggiare noi stessi. Il terzo motivo è che se mi dessero il permesso di fotografarli, o mi dessero delle loro fotografie, io sarei in pericolo».


P.H.: Sì, lo capisco.


R.G.: «Come ho detto prima, in questi anni li ho visti fisicamente otto volte e in due occasioni, di comune accordo, sono andato all’interno delle loro navi. L’ ultima volta è stata sul Monte Shasta nel 2012, e il “padrone di casa” era Antarel, l’essere che generalmente è in contatto con me».


P.H.: Parlami del messaggio…


R.G.: «L’ho studiato per anni, confrontandolo con quello di altri esseri che lo hanno trasmesso tramite altri testimoni. Nel mio caso, sono in contatto con un gruppo di extraterrestri che non vengono con finalità negative. Sono una specie di sociologi e antropologi cosmici. Per questo hanno scelto di contattare la popolazione dell’America Latina… Se avessero contattato persone in Europa o Stati Uniti, forse avrebbero una prospettiva del contatto diverso, meno aperta perché si tratta di una cultura diversa». bero una prospettiva del contatto diverso, meno aperta perché si tratta di una cultura diversa».


P.H.: In America Latina è possibile una sorta di “connessione del cuore”?


R.G.: «Sì, è molto importante avere una connessione del cuore anche per questi esseri, perché ne hanno bisogno. Non sono interessati solo a un contatto mentale o tecnologico, ma anche emotivo. Questo tipo di contatto emotivo è ciò che maggiormente permette loro di crescere. Noi in questo modo li aiutiamo a crescere e, viceversa, loro aiutano noi a evolverci. La cosa complessa del contattismo è che nell’universo c’è di tutto, e hanno agende diverse. Credo che siamo tutti fondamentalmente d’accordo che il nostro mondo si trovi in una situazione di quarantena e sotto osservazione. Ma ovviamente sappiamo che ci sono interessi che stanno cercando di confondere la gente e promuovere un aspetto pauroso del contatto. Per questo, a mio modesto parere, il fenomeno dei rapimenti, i Grigi e l’intervento militare sono stati esagerati. È diventato un commercio…»


P.H.: È più di un business. In un certo senso è quello che Steven Greer ha definito “Ufologia al dettaglio”.
Ma da dove provengono questi esseri?



R.G.: «Molte persone dicono che provengano da Andromeda, ma Andromeda è una galassia e anche una costellazione, molto grande. O che vengono da Orione o dalle Pleiadi. E anche le Pleiadi e Orione sono delle costellazioni. Potrebbero provenire da un universo fisico, ma nella stessa frequenza del nostro, oppure oppure vengono da altre dimensioni? Nel mio caso, mi hanno detto che il luogo chiave da cui questi esseri mi stanno contattando è Mintaka… una stella della costellazione di Orione».


P.H.: Quindi pensi che vengano da un universo parallelo di cui raggiungi la frequenza? Per questo riesci a comunicare con loro?


R.G.: «Sono convinto che si tratti di un universo parallelo, che è anche un universo fisico. Questi esseri mi hanno spiegato di avere una base operativa su Alpha Centauri, tra gli altri posti».



P.H.: Ti hanno spiegato perché ti hanno scelto?


R.G.: «Questa è una buona domanda. Non mi considero una persona speciale e francamente non capisco perché mi abbiano scelto. Ci sono molte cose di questa situazione che non capisco. Forse hanno pensato che attraverso la mia testimonianza potessero raggiungere una maggior numero di persone. Da quando sono stato licenziato dal mio posto di lavoro, a causa di un’apparizione televisiva, ho viaggiato per il mondo per condividere la mia esperienza. Avevo ricevuto alcune comunicazioni mentali che mi avvisavano che ci sarebbe stata un’ondata UFO in Perù nel primo mese del 1999. L’ondata UFO si verificò e venni intervistato in diversi show televisivi. Questo obbligò l’Aeronautica peruviana ad aprire un Ufficio di ricerca sugli UFO per la prima volta. Fu proprio per via di una di queste interviste televisive che venni licenziato, perché l’avevano vista tutti!».


P.H.: Che lavoro facevi all’epoca?


R.G.: «Vendevo farmaci da prescrizione per un laboratorio internazionale».


P.H.: Eri un rappresentante farmaceutico.


R.G.: «Da allora ho viaggiato in tutto il mondo, condividendo le mie testimonianze con fisici nucleari e piloti provenienti da diversi Paesi, ecc. Mi sono persino sottoposto a test psichiatrici e grazie a Dio è andata bene».


P.H.: Oltre che sul Monte Shasta, in quali altri posti degli Stati Uniti sei stato?


R.G.: «In molti posti, ma, ovviamente, a causa delle esperienze che ho avuto il Monte Shasta è il mio preferito».


P.H.: Ma non ha mai parlato in conferenza. Non sei mai stato invitato?


R.G.: «Ho ricevuto molte e-mail che mi invitavano a delle conferenze, ma all’ultimo momento venivo tolto dall’elenco dei relatori, compreso l’UFO Congress in Nevada. Le mie esperienze mi hanno permesso di visitare 40 Paesi diversi, anche alcuni in cui non si parla spagnolo. Sono stato in diversi programmi televisivi, seguiti da milioni di persone, come Discovery Channel, ma purtroppo non sempre sono stati precisi, e non sempre è stato riportato fedelmente quello che ho detto. Ho la sensazione che i messaggi di questi esseri siano stati bloccati negli Stati Uniti».


P.H.: La gente non capisce che esistono alieni di tipo umano. Pensano che stai canalizzando, che siano tutte
sciocchezze. Negli Stati Uniti si crede che questo tipo di contatto non sia valido. Lo vedono come una specie di strana canalizzazione o roba del genere. Non c’è una cultura di alieni di aspetto umano.





R.G.: «Rispetto tutti i contatti che possono aver avuto luogo, ma dopo aver partecipato ad alcune conferenze nel mondo, suggerirei prudenza. Prudenza con la canalizzazione, che in molti casi è diventata più simile a una fede. Tu, Paola, vuoi fare ricerca, e lo capisco. Hai incontrato Allen Hynek e sai com’è cominciato tutto. Il primo contatto è avvenuto con alieni di tipo umano, e i messaggi erano positivi. Ha avuto luogo negli anni ‘40 e ‘50. Ma dal momento che le potenze mondiali e la US Air Force hanno cominciato a fare ricerca a riguardo, la situazione è cambiata e si è distorta. E tutto questo indipendentemente dal caso Roswell, la testimonianza di Philip Corso e altri casi. Nell’universo c’è di tutto ovviamente, ma i Paesi chiave come gli Stati Uniti sono stati bloccati in modo che non si sapesse la verità su queste cose. Chi di noi è stato contattato da questi esseri di aspetto umano non poteva raggiungere la cultura americana, ma gli ET avevano un altro piano, un piano “B”. Poi ho cominciato a ricevere messaggi diversi, in cui mi è stato comunicato che il Dr. Michael Salla e Paola Harris erano parte di questo piano per cercare di aumentare la consapevolezza di quello che sta succedendo in questa cultura. Per questo ho acquistato il libro del Dr. Salla e anche i tuoi libri, Paola, per cercare di capire come pensasse la gente e cosa stesse accadendo».



P.H.: E qual è il messaggio di questi esseri agli abitanti della Terra?


R.G.: «Che il mondo non sta andando in rovina e non sta per essere distrutto, ma piuttosto si sta riconfigurando. Io sono stato la prima voce critica sulla questione 2012, non solo sul fatto che non ci sarebbe stata una catastrofe, ma anche che non ci stavamo per trasferire nella quarta dimensione e tutti i nostri problemi sarebbero finiti. Gli Esseri ci hanno detto che il 2012 è stato l’inizio di un ciclo biologico di collegamento graduale con un’altra realtà che include la comunità cosmica. Questo lasso di tempo durerà per circa 400 anni e coincide con il Quattordicecimo Ciclo dei Maya. Ma i primi 13 anni, fino al 2025, saranno gli anni cruciali perché venga stabilito il contatto. Durante questo periodo, o transito, potremmo dover affrontare situazioni estremamente difficili nel mondo. Ora sto scrivendo il mio tredicesimo libro su questa situazione in evoluzione, e che coinvolge anche il Vaticano. Sarà basato sui messaggi provenienti dai contatti extraterrestri, che contengono elementi verificabili. C’è un futuro di speranza, ma alcune vecchie strutture devono trasformarsi. Vorrei dire alla gente di non avere paura, perché la paura è l’antitesi dell’amore; ci paralizza e ci impedisce di prendere le decisioni giuste. Dobbiamo aprire la coscienza per reagire, e per creare un futuro migliore. Gli extraterrestri possono aiutarci, ma non potranno mai risolvere i nostri problemi. Il vero contatto è con noi stessi».


P.H.: Il livello di evoluzione dipende dalla reincarnazione?


R.G.: «Ti risponderò con le parole che ci hanno comunicato questi esseri tempo fa: nel mondo c’è più bene che male, ma il male è meglio pubblicizzato».


P.H.: Questa intervista andrà sul mensile italiano XTimes. C’è poco spazio per queste cose negli USA.


R.G.: «Lo so. Mi dispiace sentirlo, ma avete il nostro e il “loro” sostegno».


A cura di Paola Harris

X-Times (Aprile 2014) – Per X-Publishing - Tutti i diritti riservati




Fonte: NoiegliExtraterrestri

venerdì 30 maggio 2014

Scienziato aerospaziale russo ; il 3% sono oggetti provenienti da civiltà extraterrestri




Il professor Valery P. Burdakov scomparso il 22 aprile 2014 aveva ottenuto un dottorato diricerca nelle scienze tecniche ed era un distinto scienziato russo co-autore di un libro molto popolare “Razzi del futuro”.







Valery P. Burdakov conosceva personalmente molti di coloro che avevano costruito i missili balistici sovietici e pianificato il programma russo per l’esplorazione spaziale .Per 32 anni, Valery P. Burdakov aveva lavorato nel design bureau di Korolyov e guidato lo sviluppo di diverse generazioni di missili balistici, veicoli di lancio, satelliti scientifici, militari e per le comunicazioni, sonde interplanetarie e veicoli spaziali con equipaggio. 
Presso l'Istituto dell’aviazione Valery P. Burdakov aveva anche partecipato alla creazione dello shuttle Energiy-Buran.Egli è stato autore di più di 400 opere che trattavano le scienze ingegneristiche: monografie, articoli, invenzioni e brevetti, manuali per l'ingegneria aerospaziale, economia, energia e termodinamica.Nel corso della sua carriera, il professor Burdakov aveva spesso incontrato e comunicato con i cosmonauti sovietici e russi. 
Aveva imparato molto da loro, ottenendo anche delle informazioni su alcune esperienze molto particolari.Il professor Burdakov aveva studiato gli UFO per oltre 60 anni ed era contro la pseudoscienza e le bufale. Egli credeva che il 97% di tutte le storie sugli alieni erano delle frottole. 
Ciò nonostante lo scienziato riteneva che il 3% sono autentici messaggi provenienti da civiltà extraterrestri per cui li dovremmo prendere in considerazione molto seriamente.Nell'ottobre del 1996, il professor Burdakov pubblicò le sue memorie in Anomaliya Magazine (da non confondere con il giornale ANOMALIYA) di Mosca. Tra i numerosi materiali e informazioni il Professore Burdakov aveva portato alla luce due fatti molto significativi.Il primo rivelava l'interesse di Stalin per l’ ufologia.Il secondo riguardava Sergey Korolyov che era stato convocato e informato su richiesta del compagno Stalin che c'era bisogno di lui al Cremlino.Al Cremlino Korolyov veniva coadiuvato e assistito da due traduttrici femminili che entro il termine di tre giorni dovevano tradurre e leggere una pila di giornali stranieri, libri, e altre pubblicazioni sull'argomento Ufo. 

In quel periodo si vociferava che un "disco volante" era stato catturato nei pressi di Roswell, New Mexico. Nella pila di carte, Korolyov aveva esaminato molti materiali pubblicati, così come numerose testimonianze documentarie. Tra i materiali vi erano anche alcune segnalazioni di avvistamenti UFO sopra l'URSS, per cui Korolyov chiese se poteva prendere tutto il materiale in modo da esaminarlo con calma presso la propria abitazione e consultare dei specialisti. 
Stalin respinse tale richiesta fornendo a Korolyov un appartamento speciale presso il Cremlino appositamente adattato per il suo lavoro . Dopo pochi giorni Korolyov venne nuovamente convocato davanti al dittatore Stalin che chiese una sua opinione in merito al fenomeno UFO .Lo scienziato dichiarò che gli UFO non appartengono ad armamenti di guerra di qualche potenziale avversario e non costituiscono una seria minaccia per il paese.
Tuttavia, il fenomeno in sé non esiste, ha aggiunto Korolyov.Stalin lo ringraziò e disse che altri esperti erano del parere simile tra cui gli illuminati della scienza come Kurchatov, Topchiyev, e Keldish che avevano condotto delle analisi simili.La seconda informazione aveva a che fare con il fallimento della missione Phobos del 1989.Valery Burdakov condusse delle indagini dirette circa la perdita della sonda Phobos 2, e discusse la questione con i progettisti originari del progetto e con quelli che avevano testato il veicolo spaziale. Insospettito dalle spiegazioni ufficiali, il professor Burdakov mise in dubbio la serie di strani eventi che portarono alla distruzione di Phobos 2. Egli non sapeva nulla delle immagini fotografiche scattate da Phobos 2, e non era a conoscenza che alcune persone in Occidente avevano discusso le possibili ragioni sulla scomparsa della sonda. 
Il professore azzardò una ipotesi: se Marte è abitato, gli esseri intelligenti ivi presenti potrebbero aver posto un dispositivo sulla superficie della loro piccola luna per scopi di osservazione costante. Di conseguenza, a suo parere, questi esseri sarebbero intervenuti disattivando la sonda.Le opinioni di Burdakov sono state espresse in un articolo pubblicato nel 1992 sulla rivista russa Quant.


Fonte: MisteriUFO

GRUPPO SKYWATCHER ROMANO: CONVEGNO A ROMA GARBATELLA



Domenica 1° giugno 2014 avrò l’onore di condurre i lavori del 1° convegno ufologico organizzato dal Gruppo Skywatcher Romano del quale sono anche il fondatore.

Il G.S.R., piccolo gruppo di ricercatori indipendenti impegnati nell’indagine sul fenomeno U.F.O., si avvale dello strumento dello “skywatch” (cioè l’osservazione del cielo) con l’ausilio di videocamere e attrezzature amatoriali e la successiva pubblicazione degli eventi filmati sui principali social network.

L'evento, dal titolo “VIAGGIO NELLA STORIOGRAFIA DEI CONTATTI TRA TERRESTRI ED EXTRATERRESTRI” vedrà la partecipazione di illustri relatori come i ricercatori Ivan CECI e  Maurizio BAIATA nonché l’intervento degli skywatchers del Gruppo, Fabrizio MOLLY ed Iwona SZIMANSKA che presenteranno pubblicamente alcuni avvincenti filmati di oggetti non identificati.


L’evento, totalmente gratuito e patrocinato dall’VIII Municipio, si svolgerà dalle ore 16 alle ore 20 presso la Sala Mille Piani, Via Nicolò Odero n. 13, nel caratteristico quartiere romano della Garbatella.



mercoledì 28 maggio 2014

Il Majestic 12 ed il Progetto Aquarius: ecco le carte

Una delle pagine del briefing
pubblicate da sirius disclosure
Se fossero autentici, sarebbero documenti a dir poco clamorosi. Dieci pagine, con il timbro “Top Secret”, aventi per oggetto il Progetto Aquarius ed attribuite al Majestic 12- noto anche come MJ12- il supercomitato formato da politici, militari e scienziati degli Stati Uniti che per decenni avrebbero indagato sulla questione extraterrestre.
Da sempre gli ufologi sostengono che quel gruppo segretissimo voluto dal presidente Harry Truman ( la cui esistenza non ha mai trovato conferme) agì per nascondere all’opinione pubblica mondiale le prove sulla presenza di creature aliene sulla Terra. Nello specifico, il Progetto Aquarius mirava a raccogliere tutte le informazioni scientifiche sugli Ufo e sui loro occupanti, da sfruttare per lo sviluppo della tecnologia spaziale americana.
Il primo a ricevere queste carte sarebbe stato negli anni ’90 Lee Graham, tramite l’ufologo Bill Moore. In seguito, quegli atti- ritenuti la trascrizione di un briefinginformativo tenutosi nel 1977 alla Casa Bianca per l’allora presidente Jimmy Carter- sono stati ripresi e citati da decine di articoli e libri sull’argomento Ufo e compaiono anche sul web.

Qualche giorno fa, a Steven Greer sono state inviate le fotografie del presunto fascicolo classificato. 
Steve Greer
 Il ricercatore ha deciso di metterle online, a disposizione di tutti, sul sito www.Siriusdisclosure.com senza averne verificato l’origine e l’autenticità, come spiega lui stesso. “Il 21 maggio ho ricevuto una copia di documenti super-riservati relativi al Progetto Aquarius, un supposto progetto segreto del Majestic 12 riguardo Ufo ed Extraterrestri. In passato, delle sintesi sono apparse su internet. Tuttavia, ora abbiamo ricevuto le fotografie di questi documenti. Per quello che ne sappiamo, questa è la prima volta che tutte le copie dei documenti- non soltanto la trascrizione- vengono diffuse. Non è noto se essi siano documenti originali del Governo degli Stati Uniti. Abbiamo notato errori di battitura e di altro tipo. Ma queste errori non bastano, di per sé, a screditare i documenti visto che si verificano spesso, specie nei testi ufficiali del Governo. Va notato che le informazioni contenute in questi fogli sono conformi con altre prove ed eventi già conosciuti e sono sostanzialmente corrette. Stiamo cercando qualcuno con una conoscenza di prima mano sulla provenienza di questi documenti o qualcuno direttamente coinvolto nel Progetto Aquarius e negli altri progetti in codice menzionati in queste carte o in altre operazioni. La persona che ci ha inviato questi documenti ha numerosi contatti nel settore dei progetti aerospaziali segreti relativi agli Ufo ed è una fonte credibile ed affidabile. Abbiamo diffuso questi documenti in fretta per motivi di sicurezza, visto che non ci sembrava saggio lasciar passare un tempo significativo tra la ricezione e la loro divulgazione. Se sono autentici, sono potenzialmente esplosivi.”

La pagina No:8 del presunto documento
segreto
Data questa premessa, è evidente che ad oggi nessuno può dire se tra quelle righe si nasconda una verità a lungo smentita oppure una raccolta di fantasiose falsità. Solo ulteriori verifiche ed un lungo lavoro di analisi lo potranno -forse- stabilire. Chi ha redatto quel fascicolo- un funzionario governativo oppure un falsario- ha ripercorso i principali eventi ufologici della seconda metà del ‘900. Nel testo compaiono varie parole in maiuscolo, numerosi refusi, molte sigle- non tutte chiare. All’inizio di ogni pagina, tra parentesi graffe, compare la sigla TS/ORCON ( ovvero ORiginator CONtrolled), il termine da Intelligence che indica il divieto di diffondere quelle informazioni senza il permesso di chi le ha prodotte.
Pagina 0: “Le informazioni contenute in questo documento sono classificate TOP SECRET con ORCON. Solo il MJ12 ha accesso al Progetto Aquarius. Nessun’altra agenzia governativa, incluse quelle militari, ha accesso alle informazioni contenute in questo briefing. Esistono solo due copie del Progetto Aquarius e la loro ubicazione è nota solo al MJ12. Questo documento sarà distrutto dopo il briefing. Non potranno essere realizzate annotazioni, fotografie, registrazioni audio di questo briefing.”
Pagina 1: “ (CODICE:DANCE) Contiene 16 volumi di informazioni documentate raccolte dall’inizio dell’investigazione degli Stati Uniti sugli Oggetti Volanti Non Identificati (UFO) e delle Astronavi Aliene Identificate (IAC). Il progetto è stato stabilito in origine dal Presidente Eisnhower, sotto il controllo del NSC ( il National Sicurity Council, il Consiglio Nazionale per la Sicurezza N.d.A.) e del MJ12. Nel 1966, il nome del progetto da Gleem è stato cambiato in Aquarius. Era finanziato da fondi riservati CIA (non appropriati). Il Progetto era in origine classificato SEGRETO, ma è stato aggiornato alla classificazione presente nel dicembre 1969 dopo la chiusura del Progetto Blue Book. Il suo proposito era raccogliere informazioni scientifiche, tecnologiche, mediche e di Intelligence dagli avvistamenti UFO/IAC e da contatti con forme di vita aliena. Questa raccolta ordinata di informazioni è stata usata per favorire lo sviluppo del programma spaziale degli Stati Uniti.
Il seguente briefing è una sintesi storica delle investigazioni del Governo degli Stati Uniti sui fenomeni aerei, sulle astronavi aliene recuperate e sui contatti con forme di vita extraterrestre.”
Pagina 2: “Nel giugno del 1947, un pilota civile che volava sopra le Cascade Mountains dello Stato di Washington osservò nove dischi volanti–poi descritti come Ufo. Il comandante dell’Air Technical Intelligence Center, in seguito dell’Air Force(Aeronautica Militare, NdA), ne fu informato e ordinò un’inchiesta. Fu l’inizio del coinvolgimento degli Stati Uniti nelle indagini sugli Ufo. Nel 1947, un mezzo volante di origine extraterrestre precipitò nel deserto del New Mexico. Il velivolo fu recuperato dai militari. Quattro corpi alieni- non homo sapiens- furono recuperati dai rottami. Si scoprì che gli Alieni erano creature non correlate agli esseri umani.
Alla fine del 1949, un’ altra astronave aliena cadde negli Stati Uniti e fu ritrovata parzialmente intatta dall’esercito. Un Alieno di origine extraterrestre sopravvisse allo schianto. Il superstite era un maschio chiamato “EBE” (Extraterrestrial Biological Entity, ovvero entità biologica extraterrestre, N.d.A.) L’Alieno venne interrogato dal personale dell’Intelligence militare nella base del New Mexico. Il suo linguaggio fu tradotto tramite pittogrammi. Si scoprì che l’Alieno proveniva da un pianeta del sistema stellare Zeta Reticuli, a circa 40 anni luce dalla Terra. L’EBE visse fino al 18 luglio 1952, quando morì per una malattia ignota. Durante il periodo in cui l’EBE sopravvisse, ci fornì importanti informazioni sulla tecnologia spaziale, le origini dell’universo ed l’esobiologia. Ulteriori dati sono contenuti nell’Allegato 2.”
Pagina 3: “Il recupero di astronavi aliene spinse gli Stati Uniti ad un intenso programma di indagine per determinare se questi Alieni costituissero una minaccia diretta alla nostra sicurezza nazionale. Nel 1947, l’Air Force appena creata diede il via ad un programma per studiare gli incidenti che coinvolgevano gli Ufo. Il programma operò sotto tre diversi nomi in codice: Grudge, Sign e alla fine Blue Book. La missione originale del programma dell’Aeronautica era raccogliere ed analizzare tutti gli avvistamenti o gli incidenti che coinvolgevano gli Ufo e determinare se le informazioni potessero essere sospese nel caso avessero incidenza con la sicurezza degli Stati Uniti. Alcune informazioni vennero valutate con l’idea di usare i dati conseguiti per far avanzare la nostra tecnologia spaziale e i futuri programmi spaziali. Il 90 per cento dei supposti 12 mila rapporti analizzati dall’Air Force venne considerato un falso, spiegabile come fenomeni aerei o oggetti di natura astronomica. Il resto 10 per cento era considerato autentico avvistamento e/o incidente. Tuttavia, non tutti gli avvistamenti e gli incidenti UFO vennero segnalati all’interno del programma dell’Air Force. Nel 1953, il Progetto Gleem fu iniziato per ordine del Presidente Eisenhower, che riteneva gli Ufo una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Il progetto Gleem, che divenne poi il Progetto Aquarius nel 1966, fu una raccolta parallela di avvistamenti ed incidenti Ufo. I resoconti raccolti sotto il Progetto Aquarius erano considerati avvistamenti di astronavi aliene o contatti con forme di vita aliena. La maggior parte dei rapporti furono fatti da soggetti credibili, militari e personale civile del dipartimento della Difesa.”
Pagina 4: “Nel 1958, gli Stati Uniti recuperarono una terza astronave aliena dal deserto dello Utah. L’astronave era in eccellenti condizioni di volo. Era stata apparentemente abbandonata dagli Alieni per una ragione inspiegabile, dal momento che nessuna forma di vita aliena fu trovata dentro o vicino al mezzo. L’astronave fu considerata una meraviglia tecnologica dagli scienziati degli Stati Uniti. Tuttavia, le strumentazioni operative dell’astronave erano così complesse che i nostri scienziati non furono in grado di interrompere le loro operazioni. L’astronave fu custodita in un’ area top secret e analizzata nel corso degli anni dai nostri migliori scienziati aerospaziali. Gli Stati Uniti ottennero una grande quantità di informazioni tecnologiche da questa astronave recuperata. Una dettagliata descrizione ed ulteriori informazioni sull’astronave sono spiegate nell’Allegato 3.”
Pagina 5: “Varie investigazioni scientifiche indipendenti su richiesta dell’Aeronautica militare e della CIA furono iniziate nel periodo del Progetto Blue Book. Il MJ12 decise che ufficialmente l’Air Force dovesse interrompere le sue indagini sugli Ufo. La decisione arrivò nel corso della riunione (incomprensibile)- (Allegato 4) nel 1966. La ragione fu duplice. In primo luogo, gli Stati Uniti avevano stabilito una comunicazione con gli Alieni. Gli Stati Uniti si sentivano relativamente sicuri che l’esplorazione della Terra da parte degli Alieni fosse non aggressiva e non ostile. Fu anche stabilito che la presenza degli Alieni non minacciava direttamente la sicurezza degli Stati Uniti. Secondo, il pubblico stava iniziando a pensare che gli Ufo fossero reali. Il Consiglio per la Sicurezza Nazionale riteneva che questo sentimento potesse portare il panico in tutta la Nazione. Gli Stati Uniti furono coinvolti in vari progetti durante questo periodo. Si pensava che la consapevolezza del pubblico su questi progetti avrebbe messo a repentaglio il futuro programma spaziale degli Stati Uniti. Per tanto, il MJ12 decise che uno studio scientifico indipendente sul fenomeno Ufo sarebbe stato necessario per soddisfare la curiosità del pubblico. Lo studio finale ufficiale sul fenomeno Ufo venne realizzato dall’Università del Colorado su mandato dell’Air Force. Lo studio concludeva che non esistevano dati sufficienti che indicassero che gli Ufo fossero una minaccia la sicurezza degli Stati Uniti. La conclusione finale soddisfece il Governo e permise all’Aeronautica di abbandonare ufficialmente le indagini sugli Ufo.”
Pagina 6: “Quando l’Aeronautica ufficialmente chiuse il progetto Blue Book nel dicembre 1969, il Progetto Aquarius continuò le operazioni sotto il controllo del NSC/MJ12. Il NSC riteneva che le investigazioni sugli avvistamenti e gli incidenti Ufo dovessero proseguire in segreto senza metterne a conoscenza il pubblico. La ragione dietro la decisione era questa: se l’Aeronautica continuava le sue indagini sugli Ufo, alcuni non ben chiariti e non ben indicati funzionari civili dell’Air Force o del dipartimento della Difesa avrebbero potuto acquisire i fatti dietro il Progetto Aquarius. Ovviamente- per ragioni di sicurezza operativa- ciò non poteva essere consentito. Per continuare ad investigare gli avvistamenti e gli incidenti in segreto, gli investigatori della CIA/CDC e del MJ12 vennero assegnati all’esercito e ad altre agenzie investigative con l’ordine di indagare su tutti i legittimi avvistamenti e incidenti UFO/IAC. Questi agenti stanno al momento operando in vari luoghi negli Stati Uniti e nel Canada. Tutti i resoconti sono filtrati sia direttamente che indirettamente al MJ12. Questi agenti stanno raccogliendo rapporti di avvistamenti ed incidenti avvenuti sopra o nelle vicinanze di istallazioni governative sensibili.
(NOTA: gli Alieni sono stati estremamente interessati alle nostre armi nucleari e alla ricerca atomica. Molti avvistamenti ed incidenti riferiti da militari sono avvenuti sopra basi con armi nucleari. L’interesse alieno per le nostre armi nucleari può solo essere attribuito alla minaccia futura di una guerra nucleare sulla Terra. L’Air Force ha intrapreso misure per garantire la sicurezza delle armi atomiche dal furto o dalla distruzione degli Alieni). Il MJ12 è convinto che gli Alieni stanno esplorando il nostro sistema solare con propositi pacifici. Tuttavia, dobbiamo continuare ad osservare e tracciare i movimenti degli Alieni fino a quanto sarà determinato che i futuri piani degli Alieni non contengano minacce alla nostra sicurezza nazionale o alla civiltà della Terra.”
Pagina 7: “La maggior parte dei documenti relativi agli avvistamenti UFO, agli incidenti e alle politiche governative, incluso il Progetto Blue Book, sono stati rilasciati al pubblico nell’ambito del FOIA o di altri programmi di divulgazione. Il MJ12 riteneva che gli altri documenti ed informazioni (non relativi al Progetto Aquarius) riguardo a fatti tecnologici connessi ad argomenti medici alieni, il fatto che un alieno sia stato catturato vivo e sia sopravvissuto per tre anni, non possano essere rilasciati al pubblico per timore che l’informazione possa essere ottenuta dal SHIS. Esistevano altre informazioni ottenute dall’ EBE che sono state ritenute sensibili e non divulgabili al pubblico. In particolare, il Volume IX del Progetto Aquarius intende tracciare la prima visita aliena sulla Terra, essa risale a 5 mila anni fa. L’EBE sosteneva che 2 mila anni fa i suoi antenati portarono una creatura umana sulla Terra per aiutare gli abitanti del pianeta a sviluppare la civiltà. Questa informazione fu piuttosto vaga e non si ebbero ulteriori informazioni sull’ esatta identità di questo homo sapiens. Senza dubbio, se queste informazioni fossero state divulgate al pubblico, avrebbero potuto provocare un panico religioso in tutto il mondo. Il MJ3 ha sviluppato un piano che permetterà di rendere pubblico il Progetto Aquarius, Volume I-III . Il programma di divulgazione prevede un rilascio graduale di informazioni su un periodo di tempo in modo da preparare il pubblico a future rivelazioni. L’Allegato 5 di questo briefing contiene alcune linee guida per il futuro rilascio al pubblico.”
Pagina 8: ”Nel rapporto del MJ3 del 1973 (Allegato 6) fu stimato che la tecnologia aliena fosse molte migliaia di anni più avanti della tecnologia degli Stati Uniti. I nostri scienziati ipotizzano che fino a quando la nostra tecnologia non si svilupperà ad un livello pari a quello degli Alieni non potremo comprendere l’enorme quantità di informazioni scientifiche che gli Stati Uniti hanno già ottenuto dagli Alieni. Questo progresso della tecnologia degli Stati Uniti potrebbe richiedere molte centinaia di anni.”
Pagina 9: SOTTO PROGETTI ALL’INTERNO DEL PROGETTO AQUARIUS.
1: PROGETTO BANDO (CODICE: RISK) In origine stabilito nel 1949. La sua missione era raccogliere e valutare informazioni mediche da creature aliene sopravvissute e da corpi alieni recuperati. Questo progetto esaminò medicalmente l’EBE e fornì ai ricercatori medici degli Stati Uniti alcune risposte sulla teoria evoluzionistica. ( OPR:CIA) (Terminato nel 1974)
2: PROGETTO SIGMA (CODICE: MIDNIGHT) In origine stabilito come parte del progetto Gleem nel 1954. Divenne un progetto separato nel 1976. La sua missione era stabilire una comunicazione con gli Alieni. Questo progetto incontrò un successo positivo quando nel 1959 gli Stati Uniti stabilirono una comunicazione primitiva con gli Alieni. Il 25 aprile 1964, un funzionario dell’Intelligence USAF incontrò due Alieni in un luogo prestabilito nel deserto del New Mexico. Il contatto durò per circa 3 ore. Fondato sul linguaggio datoci dall’ EBE, il funzionario dell’Air Force riuscì a scambiare informazioni di base con i due Alieni (Allegato 7). Questo progetto sta continuando nella base dell’Aeronautica del New Mexico. ( OPR:MJ12/NSA)
3: PROGETTO SNOWBIRD (CODICE: CETUS). In origine stabilito nel 1972. La sua missione era provare a far volare un’astronave aliena recuperata. Questo progetto sta continuando in Nevada. (OPR:USAF/NASA/CIA/MJ12)
4: PROGETTO POUNCE (CODICE:DIXIE). In origine stabilito nel 1968. La sua missione era valutare tutte le informazioni UFO/IAC pertinenti la tecnologia spaziale. Il PROGETTO POUNCE continua. (OPR:NASA/USAF)

Ecco dunque cosa dicono quelle pagine dattiloscritte, piene zeppe di refusi ed errori di battitura. Nel complesso, sono informazioni ben note. L’intero testo è già stato diffuso da vari ricercatori. A far la differenza, in questo caso, sono l’intestazione apparentemente ufficiale, le sigle tipiche dell’ Intelligence, il timbro Top Secret visibile su ogni foglio, le parole scritte a macchina un po’ sbiadite, insomma quell’aria formale tipica dei documenti segreti. Ma resta ovviamente da stabilire se questi fogli abbiano un reale valore storico oppure se valgano meno di carta straccia.

A Cura di Sabrina Pieragostini




Fonte: Extremamente