Visualizzazione post con etichetta nasa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta nasa. Mostra tutti i post

giovedì 26 giugno 2014

Il nuovo messaggio della Nasa per gli alieni

Nel 2015 partirà dalla Terra un messaggio digitale verso la navicella New Horizons. Sarà destinato a eventuali forme di vita extraterrestri



Se aveste la possibilità di decidere qualcosa da far vedere a un'extraterrestre, cosa scegliereste? Indubbiamente non sarebbe facile: se la cosa vi intriga, vi conviene iniziare a pensarci. LaNasa, infatti, lancerà a breve una campagna di crowdsourcing per decidere il contenuto del messaggio da affidare alla sonda New Horizons, sviluppata dall’agenzia spaziale americana per l’esplorazione di Plutone e del suo satellite Caronte. New Horizons è decollata a gennaio 2006 dalla base di Cape Canaveral e, se tutto va bene, raggiungerà Plutone a luglio dell’anno prossimo. Dopo aver compiuto le sue osservazioni, invierà alla Terra tutti i dati raccolti e quindi proseguirà indefinitamente il suo viaggio all’esterno del Sistema Solare: è per questo che Jon Lomberg, che aveva già lavorato al Golden Record (il disco per gli extraterrestri a bordo delle Voyager 1 e 2, risalente al 1977), ha pensato di elaborare un nuovo messaggio per lo Spazio profondo. Stavolta, però, spiega lo scienziato, si tratterà di una registrazione completamente digitale, che verrà inviata in streaming alla memoria dei computer di New Horizons. Il progetto, che sarà lanciato ufficialmente il prossimo 25 agosto, si chiamerà One Earth Message.


“Daremo la possibilità a chiunque di partecipare”, racconta ancora Lomberg, “e inviare una propria foto nello Spazio. Saranno gli stessi utenti a votare i contenuti migliori”. L’équipe di Lomberg si limiterà a un controllo editoriale per evitare che nessuna“immagine inappropriata” passi il vaglio, ma l’ultima parola spetterà comunque alla Nasa. Anche se la sonda non dovesse maiincrociare un extraterrestre, comunque, lo scienziati sottolinea l’alto valore sociale dell’iniziativa: “Finora le persone sono state ispirate dalla registrazione a bordo di Voyager, il ritratto della Terra del 1977. Il mondo, oggi, è molto diverso, e il nuovo messaggio rifletterà speranze e sogni della seconda decade del ventunesimo secolo. Speriamo che sarà un esempio di creatività globale e di cooperazione, qualcosa che il mondo possa condividere come una grande impresa”





Fonte: wired

martedì 17 giugno 2014

Occhi puntati su Caronte, la luna di Plutone

Dopo Encelado ed Europa, ora tocca a Caronte. E’ su questa luna di Plutone che si concentra adesso l’attenzione degli scienziati alla ricerca di forme di vitaextraterrestre. Sotto la crosta congelata del satellite, la temperatura potrebbe essersi conservata abbastanza elevata da mantenere l’acqua allo stato liquido. E dove c’èacqua, potrebbe esserci anche vita.









Europa - La luna ghiacciata di Giove
L’ex nono pianeta, declassato alcuni anni fa a pianeta nano o meglio ad oggetto transnettuniano, si trova all’estrema periferia del sistema solare, ad una media di circa 39 UA dal Sole- dunque 39 volte la distanza della Terra dalla nostra stella. Si pensa che la sua temperatura superficiale si aggiri sui 380 gradi sotto lo zero Fahrenheit ( attorno ai -229 ° C ). Sui suoi satelliti, le condizioni devono essere molto simili: insomma, sono praticamente palle di ghiaccio.
Per ora, a causa della grande distanza e delle piccole dimensioni di Plutone e delle sue cinque lune, è molto difficile effettuare delle osservazioni ed avere delle certezze. Bisognerà comunque aspettare ancora poco: la sonda della Nasa New Horizons, lanciata nel 2006, è quasi giunta alla meta. L’anno prossimo, nel luglio 2015, arriverà finalmente da queste parti e darà un’occhiata più da vicino.
I ricercatori hanno alte aspettative. Prevedono infatti che la superficie congelata di Caronte abbia delle spaccature: ciò indicherebbe la presenza, al di sotto dello strato ghiacciato, di una temperatura meno rigida, sufficiente per mantenere allo stato liquidoenormi oceani sotterranei, ora o in epoche remote.


“Il nostro modello indica diversi tipi di fratture sulla superficie di Caronte a seconda dello spessore del ghiaccio, della struttura interna della luna, di quanto facilmente si deforma e del modo in cui la sua orbita si è evoluta”, ha spiegato infatti Alyssa Rhoden, del Goddard Space Flight Center della Nasa in Maryland. Comparando questi modelli ai reali dati che la sonda invierà, sarà possibile comprendere se questalontanissima luna possa nascondere acqua liquida o l’abbia fatto in passato.


la sonda della Nasa New Horizons
Proprio come si ipotizza per i satelliti congelati di Giove e Saturno, Europa ed Encelado. Anche la loro superficie presenta delle fratture, effetto delle maree prodotte dalle forze gravitazionali alle quali sono sottoposti da parte dei loro giganteschi pianeti ospiti e delle altre lune. Gli scienziati pensano anche che sotto quei chilometri di ghiaccio esistano distese di acqua che si mantengono tali grazie al calore interno. Ciò potrebbe essere accaduto anche su Caronte, se non ora almeno in tempi antichi: l’attrazione gravitazionale potrebbe aver creato intense maree che hanno spaccato lo strato di ghiaccio superficiale. Questa luna ha però una caratteristica insolita: è decisamente molto massiccia. Ha infatti un diametro che è circa la metà di quello di Plutone ed una massa pari ad un ottavo- un record nel sistema solare. Probabilmente il satellite oversize si è formato in seguito ad un impatto che ha espulso materiale dalla superficie del pianeta nano: col passare di milioni di anni, esso si è consolidato dando forma alle varie lune, inclusa Caronte.


“A seconda di come esattamente si è evoluta la sua orbita, in particolare se ha attraversato una fase di elevata eccentricità, allora ci può essere stato abbastanza calore prodotto dalle maree in grado di mantenere liquida l’acqua al di sotto della crosta congelata per un certo periodo”, sostiene la Rhoden. “Utilizzando dei plausibili modelli di struttura interna che includono la presenza di un oceano, abbiamo trovato che non ci sarebbe voluta un’ eccentricità eccessiva- meno dello 0,01 per cento- per generare delle fratture simili a quelle che vediamo su Europa.”


Plutone e Caronte

Quel periodo relativamente tiepido, sotto la superficie di Caronte, è bastato per favorire lo sviluppo di organismi viventi? A questa domanda, al momento, è impossibile rispondere, anche perché gli ingredienti necessari alla vita sono numerosi. Serve infatti una costante fonte di energia, così come un’ampia disponibilità di altri elementi-chiave, come carbonio e azoto. Insomma, è tutto ancora da verificare se gli oceani nascosti di Caronte, Europa ed Encelado abbiano mai avuto le condizioni necessarie per permettere alla vita di svilupparsi. Tra un anno, forse, ne sapremo di più.







Fonte: Extremamente

venerdì 13 giugno 2014

La NASA sta progettando la nuova astronave a curvatura “IXS Enterprise”

“Credo che un giorno… molto presto, viaggeremo tra le stelle con astronavi a propulsione a “curvatura”, si molto simili a quelli della serie fantascientifica di Star Trek.” Il dottor Harold “Sonny” White sta ancora lavorando su un motore a curvatura alla Johnson Space Center della NASA.








UNA NUOVA TEORIA, UNA NUOVA ASTRONAVE…CON WARP DRIVE?

Quello che i fan di Star Trek non sanno è che un fisico del Johnson Space Center la NASA a Houston sta studiando la fattibilità della costruzione di un vero e proprio motore a curvatura. Harold “Sonny” White, capo del programma avanzato di propulsione del centro spaziale, ha assemblato un esperimento da tavolo progettato per creare piccole distorsioni spazio-tempo, il tessuto dell’Universo. Se l’esperimento ha successo, potrebbe eventualmente portare allo sviluppo di un sistema in grado di generare una bolla di spazio-tempo deformato intorno ad un veicolo spaziale. Invece di aumentare la velocità della nave spaziale, la velocità di curvatura altererebbe lo spazio-tempo lungo il suo percorso, permettendo così di eludere le leggi della fisica che vietano viaggi più veloci della luce. Tale nave spaziale potrebbe superare le enormi distanze tra le stelle in poche settimane. Per i lettori e scrittori di fantascienza, questa è una notizia straordinaria. E non importa che altri fisici si fanno beffe dell’idea di White, sostenendo che è impossibile modificare lo spazio-tempo in questo modo.

Né importa che la NASA ha stanziato solo 50 mila dollari per questo progetto. Un sorprendente numero di scienziati, ingegneri e appassionati di spazio dilettanti credono in questo sogno. Hanno condiviso le loro speranze e le ipotesi a conferenze accademiche. Hanno fondato organizzazioni del progetto Starship Anno 100 , la Fondazione Tau Zero , Icarus Interstellar , che cercano di gettare le basi per una missione interstellare senza equipaggio che potrebbe essere lanciata entro la fine del secolo. La loro passione è cresciuta negli ultimi anni, quando gli astronomi hanno individuato una serie di pianeti simili alla Terra orbitanti attorno a stelle che sono relativamente vicino al nostro sole. Poche decine di questi mondi occupano la cosiddetta “zona Goldilocks” intorno al loro stelle: sarebbero cioè idonei a sostenere la vita. Se ulteriori osservazioni dovessero confermare l’esistenza di un pianeta abitabile, come potremmo resistere all’invio di una sonda interstellare per esplorare questo strano mondo nuovo?


PROGETTO SPERIMENTALE…MA SOLO SU 3D

Il progetto di lavoro è ancora in fase sperimentale, ma non significa che non si possa già immaginare, quale sia la vera astronave in cantiere per la NASA, ovvero l’Enterprise, l’IXS con il sistema Warp Drive. Questa nave spaziale non a caso, dovrebbe essere simile al programma che si sta portando avanti per la costruzione di un motore a curvatura e poi successivamente montato su una nave spaziale, presentata di seguito in 3D.

( link sulla teoria del Warp Drive)

ixs enterprise39 Jun. 11 14.40
ixs enterprise42 Jun. 11 14.41

Problemi con i motori a curvatura?

Sebbene White e pochi altri scienziati hanno pensato alla possibilità di un motore a curvatura, la maggior parte degli appassionati interstellari hanno concentrato la loro attenzioni su tecnologie meno ipotetiche. Icarus Interstellar, per esempio, sta coordinando uno studio di un progetto di missione che utilizzerebbe la potenza della fusione nucleare per la propulsione della navicella. La fusione nucleare è ciò che dà alla bomba all’idrogeno il suo “bang”, e se l’energia è adeguatamente controllata e sfruttata potrebbe accelerare una sonda a velocità fenomenali, migliaia di volte più veloce di Voyager 1. Ma i ricercatori hanno cercato di costruire una centrale a fusione negli ultimi 50 anni, senza molto successo. La tecnologia non si è ancora dimostrata sulla Terra, e non è certo pronta per essere installata in un veicolo spaziale. Un altro grosso problema è la polvere interstellare. Anche se i grani di polvere nello spazio profondo sono microscopici, potrebbero causare enormi danni a una sonda che si trovasse a passare a tali velocità. La navicella dovrebbe essere dotata di schermatura pesante, che aumenterebbe la quantità di carburante necessario per accelerare l’astronave. Le complicazioni sembrano infinite come lo stesso spazio. L’enorme difficoltà del volo interstellare può contribuire a spiegare il famoso paradosso rilevato dal fisico Enrico Fermi nel 1950: se la vita intelligente è comune nell’universo, dove sono tutti gli alieni? Forse gli extraterrestri non hanno mai visitato la Terra, perché è troppo difficile arrivare qui. Tuttavia, il sogno del viaggio interstellare rimane ostinatamente in vita. Lo scorso settembre il progetto Starship Anno 100 ha tenuto un simposio sul tema appena un mese dopo che Icarus Interstellar ha ospitato la propria conferenza. in un momento in cui la NASA sta lottando per finanziare tutte le sue priorità come: la costruzione di un nuovo sistema di lancio per i suoi astronauti, l’invio di nuove sonde su Marte, la pianificazione di una missione interstellare può sembrare assurda e precoce. Ma i sostenitori come Jill Tarter,che ha dato il via allo sforzo di caccia ai segnali radio provenienti da civiltà extraterrestri, sostengono che l’esplorazione di altri sistemi stellari è essenziale per la sopravvivenza a lungo termine dell’umanità. Fintanto che la razza umana è limitata alla Terra e siamo ad alto rischio di estinzione. L’unico altro mondo nel nostro sistema solare che non arriva neppure vicino ad essere abitabile è Marte, e ci vorrebbero centinaia di anni di ingegneria del clima per rendere il Pianeta Rosso vivibile per gli esseri umani.


ixs enterprise40 Jun. 11 14.40
ixs enterprise43 Jun. 11 14.41

ixs enterprise41 Jun. 11 14.40
Comunque vadano le cose, il Dr. White passa ore e ore della sua vita quotidiana, lavorando a soluzioni di progetti di motori a propulsione per futuri viaggi interplanetari, come ad esempio il motore a ioni e plasma, propulsori sviluppati in un nuovo lavoro teorico che ha risolto i problemi del concetto di Alcubierre Drive, una teoria che ha permesso vi viaggiare più veloce della luce, basandosi sulle equazioni di Einstein nella relatività generale, sviluppato dal fisico teorico Miguel Alcubierre.

Una nave spaziale dotato di un motore a curvatura consentirebbe viaggi più veloce della luce piegando lo spazio circostante, rendendo le distanze più brevi. Pertanto i viaggi con motore a curvatura…per ora, non violano il primo comandamento di Einstein che dice: tu non devi viaggiare più veloce della luce!

Ecco a voi l’IXS Enterprise durante la sua fase di costruzione, il concetto che il Dr.White ha sviluppato con Rademaker. È possibile guardare il video del discorso affascinante che il Dr. Bianco ha dato alla conferenza della SpaceVision 2013.



Secondo il Dott.White, questa sotto è una tabella di marcia che il suo team ha bisogno di seguire per raggiungere tale obiettivo finale, verso un rapido viaggio interstellare.

ixs enterprise44 Jun. 11 14.41
Di seguito alcune fotografie del progetto artistico della nuova astronave IXS Enterprise


ixs6
ixs1
ixs2
ixs3
ixs4
ixs5

Se il suo lavoro sarà portato avanti con fiducia e risultati scientifici saranno quelli giusti e senza intoppi, White dice che saremmo in grado di creare un motore che ci porterà ad Alpha Centauri “in due settimane, come misurato con gli orologi qui sulla Terra.”




Fonte: Segnali Dal Cielo

domenica 8 giugno 2014

LA NASA RITORNA SULLA LUNA

Nel rapporto del Consiglio nazionale per la ricerca USA, diffuso mercoledì scorso, si afferma che lo scopo principale della ricerca nello spazio pilotata è il volo su Marte. Questa formulazione corrisponde agli scopi dichiarati dalla NASA.




Esistono due approcci alla soluzione di questo problema, ma la differenza sta nella posizione sull'ulteriore esplorazione della Luna e sul ruolo della cooperazione internazionale. Gli analisti suppongono che le discussioni sulla scelta dell'una o dell'altra via inizieranno nei prossimi tempi.

La preparazione del rapporto del Consiglio nazionale per la ricerca USA ha impiegato oltre tre anni. Esso oggi contiene 285 pagine e la stesura preliminare del rapporto è disponibile per poterlo scaricare gratuitamente. Il suo committente è stata l'Amministrazione nazionale per l'aeronautica e la ricerca dello spazio USA (NASA), mentre la motivazione è stata la necessità di stabilire un piano d'azione preciso riguardante i voli pilotati, all'interno del quale non agirebbero in modo così forte "cicli politici e altri fattori", come è stato diplomaticamente formulato nel documento.

Un piano del genere è già stato elaborato, ma se dovesse piacere o meno al committente non è una questione univoca. Lo scopo finale è il volo pilotato su Marte, che corrisponde ai piani resi noti in precedenza o, piuttosto, alle aspirazioni della NASA. Tuttavia l'itinerario verso il Pianeta Rosso è stato tracciato in un altro modo.

Le divergenze più grandi riguardano la Luna. L'attuale dirigente della NASA Charles Bolden ipotizza che il ritorno sulla Luna con una missione pilotata toglierà tempo, forze e mezzi preziosi cosicché non si riuscirà a raggiungere Marte nei tempi stabiliti, ossia entro la metà degli anni 2030. Gli autori del rapporto ipotizzano viceversa che lo sbarco sulla Luna aiuterà a collaudare le tecnologie che saranno utilizzate già durante il volo su Marte. Anzi secondo il parere dei membri della commissione che avevano compilato il rapporto senza la spedizione lunare non sarà possibile avviare quella marziana o, almeno, non così velocemente come pianifica la NASA.

La seconda divergenza è rappresentata dall'atteggiamento verso la cooperazione internazionale. La NASA è propensa verso i partner europei, mentre gli autori del rapporto propongono di prestare attenzione alla Cina. E' un dettaglio assai interessante sia dal punto di vista politico sia da quello tecnico poiché la Cina è maggiormente percepita come un concorrente delle aspirazioni spaziali degli USA anziché come un partner.

I curatori del rapporto hanno analizzato anche i compiti tecnologici e finanziari che bisogna risolvere per il volo su Marte. In particolare, hanno selezionato dieci tecnologie chiave che bisogna sviluppare in modo particolarmente attivo, con un accento particolare posto sull'elaborazione delle tecnologie d'atterraggio su Marte, protezione contro radiazioni e nuovi propulsori.

Inoltre gli autori si preoccupano che allo stato attuale il finanziamento dei programmi pilotati negli USA evidentemente è insufficiente. Per fare in tempo a collaudare tutte le tecnologie e ridurre i rischi è necessario aumentarlo del 5 percento ogni anno. Ciò dovrebbe essere sufficiente per raggiungere l'obiettivo finale.

Gli analisti fanno notare che il nuovo documento può diventare una base per le polemiche accese. Risulta che il rapporto pubblicato molto probabilmente disturba l'armonia e l'unità dei piani che invoca esso stesso. Anche il programma "Constellation", tristemente noto, lanciato in pompa magna e ridotto dopo il cambio della leadership del paese, prevede il ritorno sulla Luna come un gradino verso il volo su Marte. Dopo che fosse stato ridimensionato nel programma pilotato della NASA è spuntata una certa indeterminazione: anche se tutti quanti avessero parlato della spedizione marziana è rimasto incomprensibile come e quando attuarla. Il nuovo rapporto propone di ripristinare "Constellation", sempre che i piani marziani non vengano sommerssi dalle nuove discussioni sulla necessità di tornare sulla Luna.







Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/2014_06_08/La-NASA-propone-di-tornare-sulla-Luna-3819/